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giovedì 25 agosto 2011

Con gli occhi di una TRANS: una serie interattiva e non solo...

Ho scoperto un progetto interessante, anche se altre informazioni arriveranno nei prossimi giorni, e ve ne scrivo subito. Il 31 Agosto alle 23:45 andrà in onda su Rai3 un documentario dal titolo TRANSITI. Il tema è sul cambiamento di sesso e cliccando sul sito ufficiale si scopre che TRANSITI non è solo un documentario ma un vero e proprio progetto transmediale.


Infatti si parla anche di un videoblog, di una webserie dal titolo "Con gli occhi di una TRANS" e di una serie radiofonica. Cliccando qui potrete vedere i primi minuti di TRANSITI e scegliere anche come volete che prosegua la storia. Per ora è tutto... a presto nuovi aggiornamenti.

lunedì 13 giugno 2011

Fabio Fazio spiega in una lettera cosa succede in Rai...

Fabio Fazio ha scritto una lettera al direttore di Repubblica sul futuro di Che tempo che fa e di Vieni via con me...

Sotto trovate il testo completo e in grassetto quelli che sono per me i passaggi salienti. L'impressione che si ha leggendo la lettera è che è partito ufficialmente lo smantellamento di RaiTre



CARO Direttore, da oltre sei mesi ho dato la mia entusiastica adesione al direttore di Rai Tre Paolo Ruffini che mi aveva proposto di proseguire "Che tempo che fa" per i prossimi tre anni così come di ritrovarmi sin da gennaio con Roberto Saviano per una nuova edizione di "Vieni via con me". Da oltre sei mesi aspetto una decisione della Rai. Che cosa ha impedito o impedisce al precedente e all'attuale Direttore generale di rinnovare i contratti in scadenza di alcuni fra i protagonisti della tv pubblica?

Nel mio caso, lo dico per sgombrare il campo da eventuali dubbi, l'accordo economico è stato immediatamente trovato, ma quello su cui accordo non può esserci è la rinuncia alle garanzie minime e indispensabili per continuare a svolgere il mio mestiere nello stesso identico modo in cui si è svolto sino ad oggi.
Ho chiesto di poter continuare ad andare in onda con "Che tempo che fa" sulla stessa rete, nello stesso orario e per la stessa durata, di poter continuare a gestire gli ospiti con l'autonomia che si deve riconoscere a un qualunque gruppo di professionisti della televisione, di poter continuare ad avvalermi della presenza di Gramellini, dell'appuntamento irrinunciabile con Luciana Littizzetto e naturalmente di Roberto Saviano. Queste garanzie non sono mai arrivate nonostante le mille rassicurazioni ricevute che promettevano il contrario. "... Domani; fra due ore; fra due giorni; a fine settimana; all'inizio della prossima..." e via dicendo. In queste ultime settimane invece mi sono arrivati solo inquietanti frammenti di intenzione che di certo non hanno contribuito a rasserenare il clima. Per non parlare delle notizie su di me, sul programma e su quelli che ne fanno parte, uscite sui giornali e mai smentite. "...Pare che il programma debba cambiare rete o essere ridotto nell'orario; pare che Luciana sia considerata eccessiva; sembra più opportuno rimandare l'ipotesi di una nuova edizione di Vieni via con me e cose del genere...".
E per finire tutti hanno potuto leggere definizioni di Rai Tre e di chi ci lavora che giudico offensive e inaccettabili soprattutto se pronunciate da chi ha importanti responsabilità all'interno della Rai. "Il fortino, l'enclave di comunisti, la riserva indiana". Viene da chiedersi come tutto ciò sia possibile, perché accade e soprattutto a chi giova. Un pregiudizio massimalista che potrebbe in ugual modo valere per Rai Uno o Rai Due. Sento tutto ciò come una profonda ingiustizia che fa torto al lavoro di tanti anni e alla professionalità mia e dei miei colleghi della Rai.

Per questo ho scritto l'altra sera d'impeto e di getto una lettera al Direttore generale della Rai, Dott. ssa Lei, dalla quale non ho purtroppo ricevuto risposta. Il senso era quello di capire il perché, quale era e quale è il problema. Stanno per essere discussi proprio oggi i palinsesti dei primi tre mesi dell'autunno in cui compaiono programmi per i protagonisti dei quali non sono stati rinnovati i contratti. E se anche i palinsesti venissero approvati fra sei mesi ci si troverebbe nella stessa situazione? E così successivamente ogni tre mesi? Oppure dopo l'approvazione dei palinsesti ci si deve aspettare che siano proprio i contratti a non essere approvati? O magari quelli dei propri collaboratori?

Ma che senso ha? Come si può lavorare in questa maniera, immaginare nuovi programmi, costruire novità, sperimentare e magari sbagliare anche? In una parola fare televisione. Quale è la colpa che ci viene imputata? Ho letto che Milena Gabanelli nemmeno è stata ancora ricevuta, che a Floris è stato consigliato di dedicarsi a qualcosa di nuovo. Santoro è stato lasciato andare via con un evidente e inaudito respiro di sollievo e a me non vengono date nemmeno le minime garanzie per continuare a lavorare in pace. "Che tempo che fa" quest'anno ha avuto addirittura un incremento di ascolto e "Vieni via con me" è stato giudicato l'evento televisivo più inaspettato della stagione. Portare in tv, alla televisione pubblica Roberto Saviano è stato per me un motivo di vanto e di orgoglio. Quindi, ripeto, quale è il problema?

Nella lettera che ho indirizzato al Direttore Generale, riconoscevo senza alcuna difficoltà all'Editore il diritto e il dovere di fare liberamente le proprie scelte ma chiedevo e torno a chiedere un atteggiamento leale. In tutti questi anni ho imparato che non si può fare tv contro la volontà del proprio Editore e se mai ce ne fosse stato bisogno l'esperienza di "Vieni via con me" ha provveduto a ricordarmelo. L'indifferenza e l'ostilità da parte dell'Azienda è stata evidente sin dal primo momento e solo la professionalità di un collaudato gruppo di lavoro e la tenacia di Rai Tre ci ha consentito di andare in onda e con quel risultato. Per questo ho deciso di non correre più un simile rischio professionale e per questo ho deciso che non sono più disponibile a ripetere l'esperienza di "Vieni via con me" in questa Rai. Se altrove troverò le condizioni necessarie, l'entusiasmo e la condivisione del progetto, il Pubblico potrà ritrovare presto me e Saviano di nuovo insieme.

Ho anche scritto al Direttore generale che se lo avesse ritenuto utile, ero disponibile a rinunciare ai tre anni di contratto e ai benefici conseguenti per far sì che lei stessa potesse sin da subito sottoscrivere un contratto per un solo anno poiché questo sarebbe rientrato e rientrerebbe nella Sua disponibilità e nella sua assoluta discrezionalità. Non abbiamo più molto tempo. "Che tempo che fa" dovrebbe andare in onda fra tre mesi. Il mio gruppo di lavoro è stato sciolto, le figure professionali fondamentali per continuare il programma potrebbero presto trovare alternative lavorative e ovviamente il discorso vale ancor di più per le risorse artistiche. Ma voglio ancora poter credere che ce la si possa fare e che il Pubblico di Rai Tre ci ritrovi puntuali in onda all'inizio dell'autunno.

Lavoro in Rai da ventotto anni: lo dico con emozione sincera. Alla Rai devo moltissimo. È il maggiore Editore italiano, mi ha insegnato che la Televisione di tutti è una tivù che aggiunge e che non sottrae; che la pluralità delle opinioni è data dall'insieme dei programmi di tutta la televisione e che chiedere ad ogni programma di contenere tutto e il suo contrario significherebbe ridurlo a zero. Al nulla. Ho imparato soprattutto che bisogna rispettare il Pubblico mostrandosi sinceri ed è per questo che ho deciso di rivolgere al Pubblico di "Che tempo che fa" queste parole attraverso Repubblica. Ho aspettato da una parte che il mio impegno televisivo terminasse per non approfittare del mio ruolo e dall'altra ho sperato che questa situazione così incomprensibile e desolante potesse trovare una soluzione positiva.

Non so come andrà a finire. Desidero concludere esattamente con le parole con cui ho salutato la Dott. ssa Lei nella mia lettera per ribadire che conservo nei confronti della Rai, della mia Rai e delle persone con cui ho lavorato in tutti questi anni un senso di gratitudine profonda e sincera e in molti casi di autentica amicizia.

giovedì 9 giugno 2011

Scegliete! Ruffini di Rai3 per la libertà di Televisione

Il direttore di Rai3 Paolo Ruffini ha scritto un piccolo pamphlet pubblicato dal vulcanico add editore. Il titolo è da imperativo categorico: "Scegliete! - Discorso sulla buona e la cattiva televisione".

Ve lo consiglio perchè leggendolo, correrete il rischio di capire quanto sia importante la libertà di televisione. Ruffini ne fa una questione di principio: la nostra LIBERTA' si misura anche da quanto la televisione sia libera in una democrazia. Da quanto siamo liberi di scegliere.



I pensieri di Ruffini meritano di essere approfonditi e per questo domani alle 18.30 cercherò di partecipare alla presentazione che ci sarà alla Feltrinelli della Galleria Alberto Sordi di Roma.

mercoledì 10 novembre 2010

E se GOMORRA diventasse una SERIE TV?

Una proposta dopo il successo di VIENI VIA CON ME
con SAVIANO & FAZIO e il monologo di BENIGNI...

Sono convinto che nessuno si aspettasse che VIENI VIA CON ME con Saviano & Fazio (e il magnanimo intervento di Benigni) raggiungesse quei dati di ascolto. Qualcuno ci sperava ma andare oltre il 25% di share è stato un successo per Rai3, per Endemol (che ha totalizzato quasi il 45% di share con le sue due produazioni) e per un tipo di televisione che ama sperimentare. Detto questo mi è tornata in mente una cosa cui avevo pensato tempo fa. Avevo letto che Gabriele Salvatores si era detto possibilista sull'idea di trasformare GOMORRA il bestseller di Roberto Saviano in una serie. Riprendo dal sito di Telefilm Magazine una sua dichiarazione virgolettata "se l’idea dovesse funzionare sarebbe utile a svecchiare la nostra fiction, troppo stereotipata per forma e per contenuti". Come non dargli ragione?

Eppure nonostante il successo di GOMORRA (del libro e del film) nessuno parla più di questo progetto. Aggiungo un'altra cosa: ho rivisto proprio a tal proposito la serie THE WIRE che secondo me potrebbe essere una buona fonte di ispirazione per un progetto del genere. In quella serie c'è tutto: il problema sociale della droga, le connessioni della malavita con la politica, i traffici e i trafficanti, la questione delle intercettazioni e della magistratura, la vita della città e il legame con il porto, le mafie locali e internazionali. Voi che ne pensate? La vedreste una serie tratta da GOMORRA? Sarebbe anche un buon contenuto televisivo esportabile all'estero. Dopo la PIOVRA e ROMANZO CRIMINALE (che torna con la seconda stagione il 18 Novembre) io ci penserei seriamente...

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