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lunedì 10 ottobre 2011

Oltre 100 anni di Fiat in un video da non perdere

La Fiat ha compiuto 100 anni e Beautiful Lab festeggia l'evento confenzionando un video di 6 minuti raccontandone la storia: da Giovanni Agnelli, nonno dell'Avvocato, fino a Sergio Marchionne che vuole uscire da Confindustria, dalle prime auto, senza retromarcia, prodotte oltre un secolo fa, fino alla nuova 500 che conquista il mondo. Senza dimenticare il flop della Duna.


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giovedì 13 gennaio 2011

Boardwalk Empire da domani su Sky Cinema


Domani sera Boardwalk Empire - L'impero del Crimine, la serie evento di HBO, andrà in onda su Sky Cinema.

Vi ripropongo il post che ho scritto il 19 Agosto scorso. Negli Stati Uniti la prima puntata è stata vista da più di 7 milioni di telespettatori (premiere e replica) tanto che HBO il giorno aveva annunciato la seconda stagione.



Dopo Romanzo Criminale e I Pilastri della Terra, in attesa della serie tratta da Gomorra, Sky Cinema continua a puntare sulla serialità cinematografica (a breve un post di analisi su questa tendenza).

Boardwalk Empire: una serie cinematografica da record per HBO (19 Agosto 2010)

Tra i protagonisti ci saranno Steve Buscemi e Michael Pitt. Tra i coproduttori c'è Martin Scorsese ma non stiamo parlando di un film, bensì di una serie, un tv drama. Stiamo parlando di Boardwalk Empire che tra un mese esatto, il 19 settembre, andrà in onda in USA. In Italia arriverà su Sky Cinema la prossima stagione.

Boardwalk Empire, tratta da un libro storico, è una serie ambientata nel periodo del proibizionismo. Siamo negli anni 20 e siamo ad Atlantic City. La Prima Guerra Mondiale è finita, sta nascendo la radio, le donne iniziano a votare, il mondo è tutto un fermento. Il capo indiscusso della città è il tesoriere Enoch 'Nucky' Thompson (Steve Buscemi) politico in vista ma anche gangster. Ha dalla sua lo sceriffo della città, che è anche suo fratello. All'inizio delle vicende c'è anche anche Michael Pitt, ex autista di Enoch 'Nucky' Thompson, che è appena tornato a casa dalla Grande Guerra e reclama il suo posto nell'organizzazione.
Per la recensione completa e dettagliata sarà meglio aspettare la messa in onda. Per ora contano i numeri e i record.

Gli episodi pilota, diretti da Martin Scorsese, sono costati tra i 20 e i 30 milioni di dollari, volendo ammortizzare il tutto sui 12 episodi ogni puntata è costata circa 5 milioni di dollari (a fronte di un costo di 3 milioni di dollari per ogni ora per un drama televisivo). Per promuovere la serie, e in particolar modo la premiere in onda il 19 settembre, HBO spenderà più di 10 milioni di dollari.

"Vogliamo posizionare Boardwalk Empire come un epic crime drama e far sentire alle persone che sarà un must-see televisivo" ha dichiarato un dirigente della HBO. I numeri per la premiere dovranno essere da record considerati i costi di produzione e di comunicazione. Ad oggi però Boardwalk Empire ha già segnato un record: la serie è stata venduta già in 160 paesi oltre agli Stati Uniti e per il presidente del programming sales è una cosa senza precedenti. Nel frattempo che la serie vada in onda ecco la playlist dei trailer e dei promo esclusivi di Boardwalk Empire.

lunedì 20 dicembre 2010

Il Mistero di Dahlia Tv...

Riprendo da Dagospia gli articoli sul caso Dhalia Tv che come scrive il sito "Nel silenzio generale di giornali, sindacati e politica, l'emittente che porta in dote oltre 150 dipendenti, decine di migliaia di abbonati, concessioni tv e una programmazione h24 in grado di fare concorrenza a Mediaset sul digitale terrestre, si avvia dopo le feste di Natale a chiudere i battenti". Qual'è il mistero?


1 - IL MISTERO DI DAHLIA TV
da www.dagospia.com

Una fitta rete di mistero avvolge l'affaire Dahlia Tv. Nel silenzio generale di giornali, sindacati e politica, l'emittente che porta in dote oltre 150 dipendenti, decine di migliaia di abbonati, concessioni tv e una programmazione h24 in grado di fare concorrenza a Mediaset sul digitale terrestre, si avvia dopo le feste di Natale a chiudere i battenti. Già ieri è iniziata la programmazione in forma ridotta degli eventi sportivi. Eppure la compagine societaria cui Dahlia fa riferimento è di tutto rispetto. Ad affiancare il gruppo scandinavo AirPlus TV, di proprietà della famiglia Wallenberg, c'è infatti anche una società italiana che nasconde realtà economiche di primo piano. Socia al 7% di Dahlia e service di tutto il prodotto televisivo è infatti la Filmmaster Television, azienda amministrata da Filippo Chiusano (figlio dello storico presidente della Juventus Vittorio) che fa parte di Filmmaster Group. Proprio nei giorni scorsi il Gruppo Filmmaster ha formalizzato un accordo di grande interesse per il mondo finanziario. Ecco come lo ha raccontato Giuliano Balestreri su "Repubblica" del 9 dicembre: "Creare il polo italiano dell'industria dell'intrattenimento e portarlo a Piazza Affari entro tre anni. Con l'obiettivo di competere con le gradi case internazionali. Un progetto ambizioso quello lanciato dall'alleanza tra Cinecittà e Filmaster Group. Da un lato gli studi che hanno fatto la storia del cinema italiano, dall'altro un gruppo attivo nella produzione di spot pubblicitari e di grandi eventi: dalla cerimonia d'apertura delle Olimpiadi invernali di Torino 2006 a quella per i Giochi del Mediterraneo di Pescara 2009". A seguire le dichiarazioni festanti di Luigi Abete, presidente di Cinecittà Studios e della controllante Ieg: "Dopo due anni di collaborazione sperimentale la partnership avviata nel 2008 diventa una vera e propria alleanza strategica e societaria". Entra nel dettaglio economico un lancio della testata finanziaria "Mf-Dow Jones": "Italian Entertainment Group converte il prestito obbligazionario sottoscritto nel 2008, immette nuove risorse e sale al 40% del capitale di Filmmaster Group, mentre i soci di Filmamster Group e il management entrano al 4% nel capitale di Italian Entertainment Group". Aggiunge l'articolo di "Repubblica": "L'operazione è il risultato della conversione di un prestito obbligazionario da 4 milioni di euro sottoscritto nel 2008. Scaduti i termini, le due holding, Ieg e Filmaster Group, hanno preferito uno scambio azionario al rimborso del debito. Ieg è così salita al 40% di Filmaster Group che in cambio ha ottenuto il 4% della controllante di Cinecittà Studios. La società che rilevato gli studi romani dopo la privatizzazione (partecipata da Luigi Abete, Diego e Andrea Della Valle, Aurelio De Laurentiis e dalla famiglia Haggiag) entra quindi nel capitale del gruppo fondato fa da Sergio Castellani e Stefano Coffa, affiancati poi da Giorgio Marino e Marco Balich".Ma Abete, Della Valle e De Laurentiis non sono i soli nomi noti che spuntano fuori dalla vicenda. A gestire il prodotto sportivo di Dahlia Tv sono infatti due vecchie volpi della tv calcistica: Massimo Caputi (conduttore di un suo show su Dahlia Sport) e Maurizio Biscardi, il figlio dell'Aldissimo che ha il ruolo di responsabile dei contenuti. 



2 - FILMMASTER TELEVISION,
FAREMO IL POSSIBILE PER IL FUTURO DI DHALIA... 
(ANSA)
'La Filmmaster Television / Made (azionista Dhalia al 7% e fornitrice alla stessa Dahlia di tutti i servizi tecnici e redazionali di Dahlia Sport) prende atto del comunicato dei propri dipendenti e collaboratori che formano il corpo redazionale di Dahlia Sport, e tiene a precisare che fara' tutto quanto di sua competenza affinche' l'eccellente standard produttivo di Dahlia Sport possa continuare anche per il futuro nel rispetto degli abbonati di Dahlia e del lavoro della redazione'. Cosi' l'azienda risposponde, in una nota, alla proclamazione dello stato di agitazione dei giornalisti dell'emittente che hanno annunciato che la programmazione sara' di conseguenza in forma ridotta. 'L'assemblea degli azionisti di Dahlia e' convocata per il 10 gennaio 2011 allo scopo di valutare il piano di rilancio e le necessita' finanziare collegate a detto piano', spiega ancora la nota. 'La Filmmaster Television / Made tiene anche precisare che il Dottor Filippo Chiusano, Amministratore Delegato FMTV / Made, in data 10 dicembre 2010 si e' dimesso dal CDA di Dahlia non concordando in relazione alla decisione del consiglio di riunire l'assemblea degli azionisti in seconda convocazione per il 10 gennaio 2011, data ritenuta da Filmmaster Television / Made troppo distante per risolvere le problematiche economiche degli ultimi mesi. Alla prima convocazione del 13 dicembre e' mancato il quorum assembleare per la mancanza dell'azionista di maggioranza Airplus TV'. 'In Dahlia S.p. A. oltre a Filmmaster Television / Made sono presenti nel capitale anche Telecom Italia Media S.p.a., DTT Partners srl, nonche' l'azionista di maggioranza Airplus TV. In attesa dell'assemblea del 10 gennaio, Filmmaster Television / Made si augura che anche gli altri azionisti condividano quanto sopra espresso'. 



3 - DAHLIA SEMPRE PIU' NERA
di 
Alberto Guarnieri per "il Messaggero"


Nel silenzio generale dei media (unica eccezione il sito "Dagospia") sembra entrata in coma irreversibile la pay tv svedese Dahlia, l'unica alternativa a Mediaset Premium sul nostro mercato. Dahlia attualmente trasmette le dirette di otto squadre di Serie A (ma Mediaset ha tutte le più forti) e tutta la serie B. Bene, dalla giornata calcistica di ieri, il service che assicura a Dahlia riprese e servizi dai campoi di calcio ha annunciato che lavorerà in forma ridotta. Il motivo sarebbe la difficoltà dell'emittente a saldare le pendenze arretrate. Dahlia, nata nel marzo 2009, in un anno e mezzo ha avuto 850 mila abbonati, ma ora necessita urgentemente di un aumento di capitale. Pare che i proprietari di Air Plus, già protagonisti di un tentativo di cessione a Mediaset, siano sul punto di rinunciare alla presenza in Italia. E ora sono circa 150 i giornalisti e tecnici a rischio posto di lavoro. "I giornalisti - si legge in una nota - pur non proclamando ancora lo stato di agitazione nel rispetto dei telespettatori abbonati, auspicano l'immediata risoluzione di una vicenda che non consente il mantenimento degli standard qualitativi". Lotta sacrosanta anche perché se cede Dahlia avremo un nuovo monopolio pay.

lunedì 28 giugno 2010

Sky Italia: nuovo posizionamento, nuovo look e nuove offerte!



Dopo le nuove nomine di cui si è tanto discusso (a proposito vi segnalo un'intervista interessante ad Andrea Scrosati) ecco un'altra rivoluzione targata SKY Italia: nuovo look, nuove offerte e soprattutto nuovo posizionamento. La chiave di lettura è tutta in quella tag line "Liberi di...".
Liberi di scegliere che programmi guardare, liberi di scegliere quando guardarli (con il servizio MySky), liberi anche di seguire un tg che per 24 ore in onda potrà informarci anche sulle intercettazioni. Tom Mockridge è stato categorico: "Pronto al carcere contro la legge sulle intercettazioni".

Per le nuove offerte cliccate qui. Naturalmente aggiungo quello che mi aspetto da SKY: maggiore localizzazione nel prodotto (la strada l'ha segnata ROMANZO CRIMINALE) e nella comunicazione (qui il caso Fiorello è stato emblematico), più scelta per i canali CINEMA (diversificare ancora di più...) e più eventi una-tantum.

mercoledì 2 dicembre 2009

Cielo: il Palinsesto del Canale che non stiamo vedendo...

Da il Fatto Quotidiano (via Dagospia)

Il canale Cielo, che dovrebbe (o doveva) segnare l'ingresso di Sky nel digitale terrestre, potrebbe non cominciare mai le trasmissioni. L'inaugurazione era prevista per ieri, il palinsesto pronto nei dettagli: serie tv, spot pubblicitari e anche le quattro edizioni giornaliere di SkyTg24, finora visibile solo sul satellite. Ma Gary Davey, manager responsabile di Cielo, si è trovato costretto a comunicare che "le trasmissioni del canale" non sarebbero iniziate il primo dicembre "come previsto".



Il viceministro con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, spiega al Fatto perché il ministero dello Sviluppo economico non ha ancora concesso l'autorizzazione a Cielo per trasmettere in chiaro: "Sky ha poco da stupirsi, perché quando è diventato monopolista della tv satellitare, ha fatto un accordo con l'Europa per non trasmettere sul digitale.
Il ministero, ricevuta la richiesta di Cielo, ha riscontrato un conflitto con la normativa europea, che è ora al vaglio della commissione Antitrust". Replica il responsabile comunicazione Pd Paolo Gentiloni: "La verifica di tale compatibilità spetta ad Agcom e non ai collaboratori politici del viceministro".
Romani precisa che, anche se è previsto che si deliberi sulle autorizzazioni entro 60 giorni al massimo, il ministero potrebbe servirsi di ulteriori 30 giorni in caso di necessarie istruttorie. I tempi si allungheranno anche perché il commissario europeo Antitrust sta per cambiare: al posto dell'olandese Neelie Kroes deve arrivare lo spagnolo Joaquin Almunia. Dopo il pronunciamento europeo, anche il ministero dovrà prendere una posizione: "Ma non è detto che a quel punto Cielo potrà andare in onda", precisa il viceministro.

Lo staff di Sky è cauto: Davey si limita a ricordare che l'Agcom, authority per le comunicazioni, ha già inviato l'autorizzazione a trasmettere il canale via satellite e che tutto è in regola dal punto di vista legale. Il responsabile programmi di Cielo, Riccardo Chiattelli, dice di sentirsi "come uno che ha passato la giornata davanti allo sportello del comune, ma le porte si sono chiuse quando era il mio turno. Siamo dispiaciuti". La linea di Sky è che si tratta solo di una questione burocratica. "Perché non hanno chiesto le autorizzazioni con un paio di mesi di anticipo?", chiede Romani. Chiattelli risponde che il tempo medio per ottenerle di solito è di circa due settimane. Cielo, nelle dichiarazioni ufficiali, mantiene una linea diplomatica, ma è difficile non leggere nel comportamento del governo un altro atto della guerra sulle tv tra Berlusconi e Murdoch, tra digitale e satellite e - quindi - tra Rai - Mediaset e Sky.

Nel gruppo di Murdoch sospettano che, visti i precedenti, il conflitto d'interessi del presidente Berlusconi stia tornando a pesare. Non sarebbe la prima volta che l'attività di governo viene declinata in favore di Mediaset: basti ricordare il decreto "salva Rete4" del 2003; gli incentivi statali per i decoder (la società che li distribuisce è controllata al 51 per cento da Paolo Berlusconi) del 2004; la legge Gasparri del 2005; la "ex Cirielli", sempre nel 2005 che, tra le altre cose, consentì l'estinzione del reato per avvenuta prescrizione nel processo "diritti tv Mediaset" e l'ultima, in diretta concorrenza con Murdoch, cioè la legge del 2008 che aumenta l'Iva a Sky dal 10 al 20 per cento.

Anche questa volta Sky ci rimette, visti gli impegni con gli inserzionisti che non potrà rispettare (Chiattelli parla, senza dare le cifre, di un "notevole impatto economico"). E adesso, come sempre finora, si aspetta una contromossa: sul canale numero 129 del digitale - dove avrebbero dovuto trasmettere Cielo - va in onda l'invito ai telespettatori che vogliono "una ventata di aria fresca nella tv italiana" a scrivere al ministero dello Sviluppo economico per protestare contro la mancata autorizzazione governativa.

Il palinsesto di Cielo (via Televisionando)

1) INFORMAZIONE
- Il Tg di SkyTG24 ogni giorno;
- L’Intervista è l’approfondimento domenicale di Maria Latella: ogni domenica alle 11.35 FAD è il magazine che ogni sabato alle 14.35 propone le notizie più importanti della settimana;
- Io Reporter è la rubrica condotto da Marco Montemagno in onda alle 11.35 del sabato.

2) SERIE TV
- Lipstick Jungle: dal 7 dicembre ogni lunedì alle 21.00;
- The Riches: dal 4 dicembre, ogni venerdì alle 23.00;
- Life on Mars: dal 1° dicembre, ogni martedì alle 21.00;
- Burn Notice - Duro a Morire: dal 3 dicembre, ogni giovedì alle 21.00;
- Sons Of Anarchy: dal 3 dicembre, ogni giovedì alle 23.00;
- Buffy L’ammazzavampiri: prossimamente; 24: dal 3 dicembre, ogni giovedì alle 22.00;
- X-Files: dal 1° dicembre la 9a e ultima stagione ogni martedì alle 22.00: dal 1° dicembre dal lunedì al venerdì alle 00.30 tutte le stagioni a partire dalla 1a;
- Boris: dal 4 dicembre, ogni venerdì alle 21.00;
- Donne Assassine: dal 7 dicembre, ogni lunedì alle 23.00.

3) REALITY SHOW
- Essere Valeria: dal 1° dicembre alle 17.00;
- Reparto Maternità: dal 1° dicembre, dal lunedì al venerdì alle 15.30;
- La più bella della classe: prossimamente;
- Italia’s Next Top Model: prossimamente;
- Vuoi Ballare con Me?: dal 5 dicembre, ogni sabato alle 20.00 e dal 7 dicembre, dal lunedì al venerdì alle 17.00;
- Sei più Bravo di un Ragazzino di 5a?: dal 1° dicembre, dal lunedì al venerdì alle 18.00

giovedì 19 novembre 2009

Sky, Mediaset, Rai: la Guerra Digitale cominciata è...

Ri/Costruire le vicende che da ormai molti mesi stanno andando a far parte di uno speciale "bollettino di guerra" della battaglia digitale tra i piu' grossi gruppi televisivi del nostro paese non è facile.

O meglio è complicato. Pochi mesi fa l'annuncio da parte di Sky della famosa chiavetta che permette di vedere i canali del dtt a chi ha l'abbonamento satellitare (una mossa strategica in vista della ventilata "chiusura" da parte delle tv del digitale terrestre dei palinsesti nei confronti della piattaforma Sky che ha portato comunque a non rinnovare il contratto da parte della Rai per i canali satellitari che produceva e a criptare molti programmi).


Mediaset ha fatto ricorso contro la chiavetta (Piersilvio spiega i suo motivi qui) confermando che stiamo assistendo ad una guerra vera e prorpia, il dg della Rai Mauro Masi ha detto da parte sua che si tratta solo di un operazione di marketing


A buttare benzina sul fuoco ci ha pensato Calabrò presidente dell'Agcom che ha affermato che lì dove la Rai non si dovesse vedere non può oscurare i propri programmi su Sky anzi...
Inoltre non è da prendere sottogamba il problema dell'ordine dei canali e come non tenere conto del fisiologico calo d'ascolti registrato all'indomani del passaggio di Roma e del Lazio?

Maggiori approfondimenti merita Cielo (i palinsesti verranno presentati il 26 Novembre a Roma) per una serie di fattori che interessano il mercato pubblicitario, il mercato dei contenuti e in generale il mercato televisivo italiano. Sarà l'inizio della vera concorrenza tra i gruppi editoriali?

martedì 26 maggio 2009

Tutto sul Futuro di SKY (e della tv Italiana)..

Ecco due articoli molto interessanti pubblicati da Corriere Economia ieri a firma di Massimo Mucchetti e Edoardo Segantini. Lo speciale l'ho trovato molto interessante.



1) LA SFIDA DI SKY: NEL 2010 PIÙ RICAVI DI RAI E MEDIASET.

Edoardo Segantini per "CorrierEconomia" del Corriere della Sera

Sky si trova al centro di una nuova guerra mediatica, in buona parte determinata dal suo stesso successo. In termini di fatturato, l'anno prossimo secondo IT Media Consulting la tivù di Murdoch potrebbe superare Rai e Mediaset, diventando il «primo polo» televisivo italiano. E forse il più concentrato sull'evoluzione dei gusti del pubblico. «È il pubblico - dice il vicepresidente di Sky Italia Andrea Scrosati sintetizzando la strategia dell'azienda - che sceglierà le piattaforme tecnologiche preferite: l'azienda si adeguerà rapidamente». Ma nel cielo di Sky si addensano le nubi. La Rai potrebbe non rinnovare il contratto che la lega all' azienda guidata da Tom Mockridge, contratto in scadenza a fine luglio, che consente agli abbonati al satellite di ricevere le tre reti Rai e i canali Raisat. Il progetto dell'emittente pubblica, insieme a Mediaset e con una piccola quota di Telecom Italia Media, è infatti quello di lanciare un «secondo polo» satellitare che partirà a luglio - Tivù Sat, la società presieduta da Luca Balestrieri - sfidando il monopolio di Rupert Murdoch.

Rinunciando a un super-Veicolo come Sky, Viale Mazzini farebbe una scelta unica tra i servizi pubblici, che al contrario stanno cercando di utilizzare tutti i canali disponibili per raggiungere il pubblico «là dove si trova» (le parole sono della manager della Bbc Caroline Thomson), e tanto più il pubblico della pay-tv, di alto valore pubblicitario per censo ed età. E proprio l'emittente inglese ha creato un proprio canale satellitare gratuito (Freesat) ma non ha rinunciato a diffondere i suoi programmi attraverso la murdochiana BSkyb. Chi lo ha fatto, in passato, è stata la privata Itv, che poi se n'è pentita ed è tornata a bordo del satellite.

PIATTAFORME - Dal gruppo di lavoro creato dal direttore generale della Rai Mauro Masi starebbe al contrario emergendo l'orientamento a non rinnovare il contratto con Sky sulla base di considerazioni sia economiche (l'effettivo beneficio della presenza Rai sulla piattaforma del concorrente) sia strategiche (l'alleanza con Mediaset in Tivù Sat). In ogni caso, dicono in Viale Mazzini, a giugno saranno effettuate le prove di criptaggio dei nuovi decoder per Tivù Sat, prodotti da Telesystem, Humax e Adb, che da luglio dovrebbero essere in commercio. Quanto a Mediaset, Fedele Confalonieri ha da poco dichiarato che la riflessione, al momento, riguarda soltanto la Rai e che le decisioni del Biscione saranno prese dopo l'estate. Per capire che cosa accade nell'etere bisogna ricordare che in tutti i Paesi la televisione satellitare a pagamento e ora il digitale terrestre stanno guadagnando rapidamente posizioni. Il piccolo schermo è teatro di un grande cambiamento: calano ascolti e ricavi pubblicitari delle emittenti tradizionali mentre cresce il peso della pay-tv e il pubblico si frammenta in mille canali, preferenze e nuove abitudini. È una vera e propria rivoluzione mediatico-pubblicitaria in cui Sky Italia gioca un ruolo da protagonista ma dove anche i concorrenti si muovono verso il digitale e la pay-tv. «Non so - dice ancora Scrosati - quali piattaforme useremo nel 2015. Certo il 31 dicembre 2011 scade il vincolo che ci impedisce di trasmettere via digitale terrestre, quindi dal 2012 potremo usare anche quel canale. Il dubbio riguarda la sua capacità trasmissiva piuttosto limitata, soprattutto per trasmettere alta definizione. E noi sull'alta definizione puntiamo molto, tanto che in un anno prevediamo di raddoppiare i canali in HD». L'altra piattaforma tecnologica è l'Iptv, cioè la tivù via Internet veicolata sui cavi telefonici. «Sky Italia - dice ancora Scrosati - ha fatto una scelta diversa da quella della cugina BSkyb in Inghilterra, (che ha acquisito l'operatore Easynet, ndr): è stata quella di offrire il proprio bouquet sulle tre Iptv nazionali, Telecom Italia, Fastweb e Wind. Lo sviluppo di questa piattaforma dipenderà da due fattori: il primo è ancora il gradimento del pubblico; il secondo è l'effettiva ampiezza di banda che gli operatori metteranno in campo e la conseguente qualità di trasmissione».

OFFERTE MULTIPLE - Riassumendo, Sky vuole utilizzare tutte le tecnologie disponibili: dal satellite, di cui intende conservare il dominio, al digitale terrestre fino all'Iptv. «La ragione che spinge Sky a voler essere presente su tutte le piattaforme tecnologiche - sostiene Augusto Preta, di IT Media Consulting - è duplice: da un lato la quasi saturazione del mercato satellitare italiano, circa il 25%, con 4,8 milioni di abbonati. Dall'altro la non proprietà dell'infrastruttura satellitare stessa, che Sky utilizza affittando i servizi di Eutelsat». In prospettiva, aggiunge l'esperto, la tecnologia più efficace potrebbe essere proprio l'Iptv, unica a offrire al meglio la doppia modalità d'uso della tivù «lineare», il palinsesto a ore fisse, e della tivù a richiesta. Se questi sono i capisaldi strategici, fortissima è l'aggressività commerciale dei Murdoch boys. Come ha scritto il Financial Times giocando sul significato della parola Sky, «l'unico limite è il cielo». Ne sa qualcosa l'ex capo di Tiscali Mario Rosso, che proprio a Londra per mesi ha trattato con «gli australiani » per la cessione di Tiscali Uk a BSkyB, per poi concludere cedendo l'azienda di Renato Soru a Carphone. «In Inghilterra - dice Rosso - mentre oggi stiamo perfezionando la vendita di Tiscali Uk, BSkyb offre ai nostri ex clienti pacchetti super-scontati composti da accesso alla banda larga e tivù. Non a caso nel primo trimestre 2009 hanno acquisito il 40% dei nuovi clienti inglesi alla banda larga. In 18 mesi, con la formula connessione gratis a chi si abbona alla tivù, hanno raccolto due milioni di abbonati».

2 - GLI UTILI SONO IN CRESCITA MA SERVONO PIÙ FONDI.
Massimo Mucchetti per "CorrierEconomia" del Corriere della Sera

La prima televisione a pagamento italiana, Telepiù, ha cominciato a trasmettere nel 1991. Da allora è stata una traversata nel deserto che ha annichilito quattro proprietà: la Fininvest e i suoi 9 soci della prima ora, il gruppo Richemont del sudafricano Johann Rupert, i francesi di Canal Plus e i franco-americani di Vivendi-Universal che Canal Plus avevano comprato. L'Italia, con i sette canali generalisti di Rai, Mediaset e La7, sembrava una terra dov'era impossibile guadagnare come invece facevano le pay-tv nel Regno Unito e in Francia. Eppure, quando una proprietà mollava, ne spuntava subito un'altra. Finché, nell'aprile 2004, Telepiù è passata alla News Corporation di Rupert Murdoch, forse il più brillante e spregiudicato imprenditore internazionale dell'informazione e dell'intrattenimento multimediali.

Con il marchio Sky, che riecheggia BSkyB, cuore inglese dell'impero televisivo della News Corp, la pay-tv italiana ha cessato di bruciare cassa il 30 giugno 2006, ma per dare il primo dividendo ha dovuto attendere la fine del 2008: il 18 dicembre, per la precisione, quando l'assemblea di Sky Italia ha ripartito l'utile di 418 milioni per 218 a riserva e a copertura delle residue perdite pregresse e per 200 milioni a remunerazione del capitale. Ma di questo dividendo, a suo modo storico, Sky Italia non ha dato notizia. Come mai? L'amministratore delegato Tom Mockridge preferisce volare basso. Una Sky percepita come forte sarebbe motivo di preoccupazione per le tv generaliste. E chi si preoccupa poi reagisce. Come dimostra l'attuale resistenza della Rai all'offerta di Sky per avere i programmi di Raisat e RaiCinema per altri 7 anni. E come prim'ancora aveva dimostrato il governo Berlusconi aumentando l'Iva sugli abbonamenti alla pay-tv dal 10 al 20%, una decisione che cancella un'agevolazione fiscale in precedenza richiesta dallo stesso Berlusconi. Togliendo a Sky i loro programmi, soprattutto quelli in chiaro, e trasferendoli sulla loro piattaforma a pagamento, TivùSat, Rai e Mediaset pensano di penalizzare la pay-tv di Murdoch e di dare un possente traino ai loro bouquet a pagamento, che sono, peraltro, solo quelli del Biscione.

UTILI IN CRESCITA - In effetti quella di Sky poteva sembrare una marcia trionfale. Nell'esercizio 2007-08, Sky Italia ha registrato ricavi per 2,7 miliardi di euro con un utile netto di 418 milioni, quasi quanto Mediaset che nel 2008 ha dichiarato un utile di 459 milioni su 4,2 miliardi di ricavi. Certo, Sky si è giovata di 180 milioni imposte differite attive, che derivano dalle perdite pregresse ancora deducibili, e non dalla gestione. Ma è un fatto che, nonostante la crisi e l'aumento dell'Iva, una banca come JP Morgan prevede un utile operativo di 400 milioni per l'esercizio 2008-09 che va a chiudere il 30 giugno. Un margine al quale andranno aggiunti un po' di proventi sulle ormai ricche disponibilità finanziarie. Questi primi passi di marcia trionfale arrivano al termine di lunghe sofferenze. Murdoch è entrato nella pay-tv italiana dalla porta di servizio di Stream, la pay-tv di Telecom, nel 1999. E sono stati dolori fino a quando non ha potuto unificarla con Telepiù, liquidando infine l'ex monopolio dei telefoni con una miseria. Secondo lo stesso Murdoch, News Corporation ha investito quasi 2 miliardi di euro nel capitale della pay tv italiana a partire, appunto, dal 1999. E 10 anni dopo ha portato a casa i primi 200 milioni. Ci vorrà del tempo prima di ripagare quell'investimento. Ancor oggi, il valore di Sky Italia, ai multipli di mercato, si aggira sui 2,5 miliardi, 4 volte il margine operativo lordo. Ma intanto va riconosciuto che il ritorno sul capitale investito è salito al 28% e tende a crescere contro il 16% di Mediaset che tende a calare.

IL TETTO È VICINO - La domanda, a questo punto, è: quanto fiato ha Sky Italia? In teoria, ancora parecchio. Come si vede dal grafico la crescita dei ricavi è molto più veloce di quella dei costi operativi. Di questo passo, in 7 anni, Sky potrebbe arrivare a un risultato operativo di 3 miliardi, 10 volte quello at­tuale. Ma questo genere di proiezioni sono solo un'esercita­zione. La realtà è assai diversa. E dunque il fiato di Sky Italia può essere inferiore a quello che appare. La penetrazione della pay-tv non è infinita e Sky non è più sola sul mercato. Sky oggi ha 4,8 milioni di abbonati e dice che crescerà al ritmo di 300 mila abbonati per ogni anno. Per arrivare ai 9 milioni di abbonati che la Rai indi­ca come spauracchio per rom­pere il rapporto con Sky, bisognerebbe attendere il 2022 e non il 2012. Di più: Sky è pure ottimista. Dice 300 mila per tranquillizzare le banche d'affari che consideravano Sky Italia uno dei settori trainanti per l'intera News Corp e ora sono preoccupate sia per gli effetti della crisi e dell'aumento dell'Iva, che hanno portato il tasso di disdetta degli abbonamenti dal 10 al 15% del periodo gennaio-marzo di quest'anno, sia per la concorrenza che comincia a venire dal Biscione con Mediaset Premium, che, secondo Deutsche Bank, viaggia verso i 470 milioni di ricavi nel 2009 e si avvicinerà al pareggio operativo già l'anno prossimo. Mediaset Premium ha 3,3 milioni di abbonati. Che cominciano a spendere un po' più del pochissimo che spendevano prima. D'altra parte, il numero delle famiglie non è infinito. L'Istat ne conta 23 milioni. Con una penetrazione all'inglese, il bacino teorico è di 10,5 milioni di abbonamenti. Tra Sky e Mediaset siamo già a 8 milioni e, di solito, gli ultimi arrivati sono quelli che consumano meno. La competizione costringerà invece le pay-tv a impiegare maggiori risorse per conquistare e trattenere i clienti: Sky perderà il vantaggio del monopolio, Mediaset Premium non potrà più avere i diritti del calcio al prezzo basso di oggi perché la casa madre ne fa una ricca intermediazione con la stessa Sky.

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