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mercoledì 2 dicembre 2009

Come si Scrive una Serie Tv? I consigli dell'autore di "The Listener"

Ci sono molto motivi per cui vi consiglio di comprare Link | Idee per la televisione. Tra i tanti il fatto che potrete leggere l'interessante diario di Aldo Romersa, responsabile della struttura coordinamento acquisti di Mediaset (un'interessante intervista qui), nei giorni degli screenings delle serie a Los Angeles. A proposito di serie tv ecco il pezzo che vi segnalo dal magazine:

Quando tutti gli sceneggiatori e produttori rispettano il processo e sono competenti, le cose vanno così...

1. L’incarico: vengo assunto come autore per una serie televisiva che mi stimola tantissimo. È una nuova serie drammatica di un’ora sui soldati canadesi in Afghanistan. La serie è originale, divertente e ricercata. Sono stato assunto in veste di story editor, e il contratto mi garantisce due sceneggiature.
2. La redazione: mi siedo in una stanza con altri sei story editor con vari livelli di esperienza alle spalle. Uno di questi è lo showrunner. Lui, uno sceneggiatore esperto, ha creato la serie, ne possiede la visione creativa, ed è sua responsabilità assicurarsi che tutti i dipartimenti coinvolti nella produzione si attengano a questa visione. Ci sediamo intorno a un grande tavolo, in una stanza con tanto spazio sulle pareti su cui attaccare le nostre idee. Questa è la redazione. Dato che si tratta di una nuova serie tv, passiamo molto tempo a discutere di ogni personaggio principale, pensando a come svilupparli nel corso della stagione. Decidiamo l’ordine in cui saranno scritte le prime 13 puntate in base alla gerarchia della stanza, e scopro che il mio primo episodio sarà il terzo. Ci sono modi diversi per creare le storie dei vari episodi. A volte, l’autore ha già ben chiaro cosa scriverà. A volte, lo showrunner ha già in mente le storie che vuole vedere nella serie. A volte, la storia emerge naturalmente dalle nostre chiacchiere in redazione, mentre improvvisiamo come musicisti jazz, le nostre menti che vibrano in armonia creative (…).
3. Il soggetto: mentre continuo a partecipare al lavoro redazionale, aiutando a “rompere” l’episodio successivo, scrivo un soggetto che sintetizza, in una pagina, l’idea generale dell’episodio. Lo adora. Ottengo il via libera alla stesura dell’outline.
4. L’outline: anche se sono in redazione tutti i giorni, mi prendo una settimana per scrivere l’outline dell’episodio. L’outline consiste semplicemente nel trasformare gli appunti sul muro in scene dettagliate su carta, scritte in un linguaggio televisivo appropriato, ma senza dialoghi. L’outline va allo showrunner. Lo adora. Mi suggerisce di aggiungere un po’ di azione in una scena e di tagliarne un’altra in due parti, in modo da aiutare il ritmo. Sono felice di apportare i cambiamenti. L’outline va al produttore esecutivo. Lo adora. L’outline va ai dirigenti del network. Lo adorano. Nel corso di una conference call tra i dirigenti, il produttore, lo showrunner e me, concordiamo una serie di dettagli che cambierò procedendo con la sceneggiatura. Ottengo il via libera alla stesura della prima bozza.

Continua qui.

giovedì 5 marzo 2009

Lost il programma più visto sul web: parola di Nielsen.

Rilancio un articolo apparso su Corriere.it dal titolo "Usa: l'audience tv sbarca sul web, Lost è il programma più visto".

La Rivoluzioone
- La rivoluzione parte, come sempre per quanto riguarda la rete, dagli Stati Uniti ed è certificata dal primo rapporto Nielsen sulla visione di programmi tv via Internet. La ricerca riguarda il mese di dicembre del 2008 e si limita ai siti ufficiali dei programmi stessi che in molti casi negli Stati Uniti a differenza che in Italia, permettono la visione di serie tv e show in diretta o a ridosso dalla messa in onda via etere. Al di là della classifica in se che vede, per la cronaca, vincitore il serial «Lost» (Abc) con 1.425.000 utenti unici davanti al Saturday night Live (Nbc) con 1,1 milioni di utenti unici e ad un altro serial, «Grey's anatomy» (Abc) con 879.000, è che a fruire di programmi tv esclusivamente via web almeno negli Usa, sono diversi milioni di persone. Una dato che diventa ancora più interessante se si pensa che la classifica di Nielsen non teneva conto dei risultati di un sito come «Hulu» (i cui contenuti per ora sono accessibili, in teoria, solo dai navigatori Usa) al cui interno sono accessibili tantissime serie tv e show televisivi e che ha contabilizzato, sempre nel mese di dicembre ben 6.679.000 utenti unici.

Il Problema
- Il problema per un tv come quella americana che ha scelto di non far pagare per vedere via web i programmi trasmessi, è quella di renderli appetibili per gli inserzionisti pubblicitari. La fruizione di un programma su internet è infatti diversa da quella che avviene in tv. «I consumatori - spiega ancora Gibs - cominciano a guardare lo spettacolo per capire se gli piace o meno, poi continuano a vederlo, a volte per intero e a volte no. Da parte dell'inserzionista pubblicitario è necessario capire come investire bilanciando la portata dell'audience con i minuti passati a guardare il programma, individuando inoltre quei programmi dove è più probabile che i navigatori guardino realmente anche la pubblicità».

Attendiamo aggiornamenti!

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