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domenica 5 giugno 2011

La Tv cambia! Leggete Link - Idee per la Televisione per capire come...


Spero che tutti voi abbiate letto il penultimo numero di Link - Idee per la televisione (il numero monografico dedicato alla Tv degli anni Zero). Spero che lo abbiate fatto davvero perchè è arrivato in libreria il nuovo Link 10 con un accattivante titolo "Decode or Die" che sembra tanto il titolo di una puntata di Lost.

Per chi ancora non la conoscesse Link è l'unica rivista, l'unico progetto che da anni racconta, analizza e decodifica in maniera molto originale la televisione come business, come produzione di contenuto e come industria culturale.





In questi ultimi anni il sistema televisivo, con tutto quello che rappresenta, sta vivendo una trasformazione radicale e proprio per questo riuscire a "decodificare" i cambiamenti, vuol dire prepararsi a non morire (in senso metaforico e non solo). La pubblicazione è arrichita da alcune mappe che io ho appeso nel mio ufficio. Ecco alcune delle cose che imparerete leggendo questa ultima uscita:

- ai friulani piace vedere lo sport in tv al contrario dei liguri;
- in Veneto spopolano i talent show;
- i trentini non amano i film, mentre al sud vanno forte le mini-serie e le fiction;
- i talk-show politici vengono seguiti molto al Nord ma nel Lazio non sono i programmi preferiti;
- Boardwalk Empire, rispetto a Glee, ha un terzo degli spettatori ma solo la metà dei download in rete;
- il personaggio che più parla in Lost non è Hurley alias Hugo (che pure parla tanto) ma il dottor Jack.

E poi ecco alcuni interventi che dovete assolutamente leggere e approfondire:

- Come (e perchè) l'anti-tv si fece tv di Massimo Scaglioni
- Il Software entra in tv (con Google, Apple & Co.) di Carlo Alberto Carnevale Maffé
- Dove eravamo rimasti? di Nico Morabito (se siete amanti di Lost avete un motivo in più)
- L'intervista ad Hagai Levi ( creatore della serie Be' Tipul, noi la conosciamo nella versione di HBO con il titolo di In Treatment, e che si chiede come mai la Rai abbia congelato la versione italiana) di Stefania Carini
- Siamo factual di Manolo Farci
- Il social fuori dal Network di Michele Boroni

Ditemi la verità: vi ho convinto a comprarlo? Se avete ancora qualche dubbio scrivetemi che vi do altri validi motivi per iniziare a collezionare tutti i numeri di Link.


martedì 18 gennaio 2011

Serial Writers: il laboratorio delle Serie Tv...



ATTENZIONE:
A TUTTI GLI APPASSIONATI
DI SERIE TV & SCRITTURA!


La casa editrice Minimum Fax, la rivista Link - Idee per la tv e il canale del digitale terresatre La5 danno vita ad un laboratorio di scrittura seriale per la televisione.
Sotto trovate alcune informazioni e se non sono sufficienti scrivete a questo indirizzo mail: serialwriters(at)minimumfax.com







Il corso durerà 8 settimane, si svolgerà a Milano e approfondirà le peculiarità della scrittura seriale: non solo le componenti del racconto, ma la sua natura collettiva, l'ideazione in gruppo, la necessità di interazione con tutti i reparti (committenza, produzione, regia) che contribuiscono alla realizzazione del prodotto finito.

Dal momento che la scrittura seriale è una delle opportunità più grandi concesse oggi agli storyteller, Serial Writers cercherà così di seguire il passaggio delle storie dalla narrativa alla televisione. Mettendosi alla prova con le forme di produzione low budget. Alla ricerca di formati e punti di vista inediti.

Il laboratorio è rivolto a sceneggiatori o aspiranti tali, che abbiano un'età compresa fra i 18 anni e i 35 anni (compiuti o da compiere nel 2011). Per iscriversi al laboratorio è necessario superare la fase di selezione, che consisterà nella serializzazione di un racconto Minimum Fax. Il regolamento della prova di selezione e tutti i materiali necessari saranno disponibili da fine gennaio sul sito di minimum fax. La scadenza per l'invio delle prove è il 31 marzo 2011.

domenica 28 novembre 2010

La TV degli anni Zero e il Futuro della TV

Arriva il nuovo numero di LINK - Idee per la televisione
Ripartire da Zero // Televisione e culture del decennio

Per alcuni la TV doveva morire, per altri stava per cambiare davvero mentre per moltissimi, siccome era in crisi, non valeva la pena sporcarsi più le mani. Invece la tv in questi primi 10 anni del nuovo millennio è ancora lì. Con i suoi riti, i suoi paradigmi e le sue strategie di business. O forse è cambiata meno di quanto ci si aspettasse. Da dove dobbiamo ripartire nelle nostre riflessioni? E soprattutto su cosa dobbiamo riflettere?
Marco Paolini nel suo editoriale è stato categorico. Questa pubblicazione di LINK - RIPARTIRE DA ZERO "Non vuole essere l’almanacco degli ultimi dieci anni di tv (e dintorni). Non ha la pretesa di investigare, riassumere e interpretare l’economia e la produzione culturale dei media nel decennio. Il monografico sfrutta invece la fortunata finestra temporale che si è creata tra la fine del millennio, dove qualcuno si aspettava la fine del mondo, e il duemila-dodici, quando altri si aspettano la stessa cosa, per cercare di capire la traiettoria attuale del sistema televisivo".

Lunedì 20 Novembre sarà in libreria e vi consiglio di acquistarlo perchè trovare una rivista e/o un magazine per leggere delle riflessioni interessanti, intelligenti e come si suol dire sul pezzo sulla televisione non è per niente facile. Ho iniziato a divorare tutti gli articoli ed ecco i primi che vi consiglio con delle citazioni-teaser che vi convinceranno a leggerlo.

1) "Il diavolo che non conosci" di Violetta Bellocchio
Da evidenziare: "(...)l'esistenza di Tony Soprano è pagata dai corsi di pompino alle casalinghe"

2) "Televisione Evento" di John Ellis
Da sottolineare: "La tv si è decisamente evoluta nell'ultimo decennio, ma non alla velocità che ci aspettavamo nel 2000"

3) "T.V.T.B" di Massimo Scaglioni
Da ricordare: "Aldo Grasso mi ha insegnato che per capire la televisione bisogna guardarla" e "il trashismo mi porta a fare esperienze vertiginose.."

4) "Super Classifica Show" di Michele Boroni
Da annotare: "Santoro (il brand che corrisponde al giornalista Michele Santoro) rappresenta al tempo stesso il ribaltamento e la sublimazione della teoria ideata da Jacques Seguela all'inizio degli anni Ottanta, secondo cui il brand per essere ben comunicato deve trasformarsi in una star, con un suo carattere, un suo modo di presentarsi, una sua identità"

5) "Ci mancava solo Internet" di Davide Turi
Da rileggere: "I primi segnali dell'avanzare di una nuova forma distributiva sono riconoscibili, per esempio, nel ruolo di traffic booster che Facebook già ricopre nei confronti dei siti che integrano il pulsante 'Mi piaxe' nelle proprie pagine online: si parla di un incremento di view pari al 50%, ottenuto sfruttando la segnalazione del gradimento di articoli, immagini e video ai propri 'amici'. C'è qualcuno che, a proposito di questi risultati positivi, è arrivato a definire quello di Facebook un 'effetto gravitazionale', come se fosse un buco nero nel cyberspazio dentro cui vengono inghiottiti tutti i contenuti presenti in rete, per poi essere ridistribuiti direttamente agli utenti interessati"

6) "Notizie che spaccano" di Stefano Pistolini
Frase da meditarci su: "Oggi la breaking news s'è banalizzata fino a essere sinonimo di news, ossia l'ultima notizia all'orizzonte che, grazie alla propria tempistica, più che alla sua portata riceve un trattamento tanto rilevante".

Da segnalare anche gli interventi di Tommaso Tessarolo "Storia personale della (mancata) rivoluzione degli UGC" , Carlo Freccero, Matteo Bittanti di cui vi parlerò nel prossimo post.

Per saperne di più: a questo link il sito ufficiale, qui trovate il blog e qui la pagina Facebook. Thanks to Fabio Guarnaccia e Luca Barra per l'ottimo lavoro!

giovedì 14 ottobre 2010

Il Futuro della TV? Ecco Televisione Convergente la nuova ricerca di LINK

Per gli appasionati del futuro dei mezzi di comunicazione e del futuro della televisione, in particolare, Aldo Grasso e Massimo Scaglioni hanno mandato in libreria una ricerca davvero interessante.
Il titolo Televisione Convergente - la tv oltre il piccolo schermo richiama il libro di Henry Jenkins e il concetto di cultura convergente di cui avevo scritto qualche annetto fa.

Non ho ancora iniziato a leggere la ricerca però volevo segnalarvi un'estratto dall'introduzione e i link utili per saperne di più. Cliccando qui trovate il blog di LINK - Idee per la televisione mentre cliccando qui il sito ufficiale.






La Televisione Convergente di Aldo Grasso e Massimo Scaglioni

Ma cosa sta accadendo, più da vicino, alla televisione? Quali sono, concretamente, le dinamiche che caratterizzano la televisione convergente? E quali esiti possiamo aspettarci? Le risposte non sono semplici. Perché, se spostiamo la lente d’ingrandimento dai media in generale alla tv in particolare (che, pure, con i media, è portata a “convergere”), ci accorgiamo che tutto sta cambiando. Anche se il cambiamento comprende forti elementi di continuità. Mutano, ovviamente, le tecnologie. Il passaggio universale al digitale terrestre – con le sue conseguenze in termini d’offerta, di frammentazione del consumo, di strategie palinsestuali, di costruzione di reti e brand nuovi – è il più consistente cambiamento che la tv ha affrontato negli ultimi venti o trent’anni, anche soltanto per il numero di persone che coinvolge: un’intera popolazione. Ma il digitale terrestre, pur essendo la tecnologia di accesso-base alla tv, non è la sola piattaforma distributiva su cui le imprese televisive possono contare: satellite, Iptv, tv mobile nelle sue diverse accezioni tecnologiche, come pure il web, affiancano forme già consolidate di accesso ai contenuti (si pensi, per esempio, al dvd). Quel che emerge è una moltiplicazione dei possibili percorsi che connettono produzione e consumo: e allora la convergenza significa, in primo luogo, “divergenza” delle piattaforme e dei device con cui si accede ai programmi. Per dirla in altri termini: la televisione (il medium) non contempla più un solo apparecchio di fruizione (il televisore), che pure resta il fulcro delle pratiche di consumo domestico.

mercoledì 23 giugno 2010

Dio, la Televisione e molto altro: ritorna Link - Idee per la televisione

Ad oggi rimane la rivista di settore piu' interessante che si possa trovare sull'argomento TV. E' ben curata, ben fatta e gli argomenti vengono sviscerati sempre molto bene. Link - idee per la televisione è una di quelle riviste che se non ci fosse, vorresti fondarne tu una. Il tema dell'ultimo numero è "Dio e la Televisione".
Mi viene subito in mente la battuta di Boncompagni che disse che la Messa è l'unico format italiano che abbiamo esportato all'estero (o comunque quello che ha avuto piu' successo).
A questo link l'indice degli articoli sul tema di copertina. Le riflessioni che invece non vedo l'ora di leggere io sono nell'ordine le seguenti:




1) "La vendetta dell'unicorno origami - sette concetti chiave del transmedia storytelling" di Henry Jenkins;
2) "Ascolti Digitali - cosa sta succedendo agli ascolti televisivi dopo lo switch off" di Serena Ciani;
3) "Tv out of home: il futuro è social" di Matteo Stefanelli.

Per ora è tutto, domani avrò la rivista sulla mia scrivania e vi saprò scrivere di più. Se vi siete persi i numeri precedenti cliccate pure qui.

mercoledì 2 dicembre 2009

Come si Scrive una Serie Tv? I consigli dell'autore di "The Listener"

Ci sono molto motivi per cui vi consiglio di comprare Link | Idee per la televisione. Tra i tanti il fatto che potrete leggere l'interessante diario di Aldo Romersa, responsabile della struttura coordinamento acquisti di Mediaset (un'interessante intervista qui), nei giorni degli screenings delle serie a Los Angeles. A proposito di serie tv ecco il pezzo che vi segnalo dal magazine:

Quando tutti gli sceneggiatori e produttori rispettano il processo e sono competenti, le cose vanno così...

1. L’incarico: vengo assunto come autore per una serie televisiva che mi stimola tantissimo. È una nuova serie drammatica di un’ora sui soldati canadesi in Afghanistan. La serie è originale, divertente e ricercata. Sono stato assunto in veste di story editor, e il contratto mi garantisce due sceneggiature.
2. La redazione: mi siedo in una stanza con altri sei story editor con vari livelli di esperienza alle spalle. Uno di questi è lo showrunner. Lui, uno sceneggiatore esperto, ha creato la serie, ne possiede la visione creativa, ed è sua responsabilità assicurarsi che tutti i dipartimenti coinvolti nella produzione si attengano a questa visione. Ci sediamo intorno a un grande tavolo, in una stanza con tanto spazio sulle pareti su cui attaccare le nostre idee. Questa è la redazione. Dato che si tratta di una nuova serie tv, passiamo molto tempo a discutere di ogni personaggio principale, pensando a come svilupparli nel corso della stagione. Decidiamo l’ordine in cui saranno scritte le prime 13 puntate in base alla gerarchia della stanza, e scopro che il mio primo episodio sarà il terzo. Ci sono modi diversi per creare le storie dei vari episodi. A volte, l’autore ha già ben chiaro cosa scriverà. A volte, lo showrunner ha già in mente le storie che vuole vedere nella serie. A volte, la storia emerge naturalmente dalle nostre chiacchiere in redazione, mentre improvvisiamo come musicisti jazz, le nostre menti che vibrano in armonia creative (…).
3. Il soggetto: mentre continuo a partecipare al lavoro redazionale, aiutando a “rompere” l’episodio successivo, scrivo un soggetto che sintetizza, in una pagina, l’idea generale dell’episodio. Lo adora. Ottengo il via libera alla stesura dell’outline.
4. L’outline: anche se sono in redazione tutti i giorni, mi prendo una settimana per scrivere l’outline dell’episodio. L’outline consiste semplicemente nel trasformare gli appunti sul muro in scene dettagliate su carta, scritte in un linguaggio televisivo appropriato, ma senza dialoghi. L’outline va allo showrunner. Lo adora. Mi suggerisce di aggiungere un po’ di azione in una scena e di tagliarne un’altra in due parti, in modo da aiutare il ritmo. Sono felice di apportare i cambiamenti. L’outline va al produttore esecutivo. Lo adora. L’outline va ai dirigenti del network. Lo adorano. Nel corso di una conference call tra i dirigenti, il produttore, lo showrunner e me, concordiamo una serie di dettagli che cambierò procedendo con la sceneggiatura. Ottengo il via libera alla stesura della prima bozza.

Continua qui.

mercoledì 18 novembre 2009

La Tv dopo la Crisi -> Link - idee per la televisione

Da domani sarà disponibile in tutte le librerie il nuovo numero di Link - Idee per la televisione l'unica rivista interessante sulla tv e tutti quelli che sono gli scenari ad essa collegati. Il numero in questione contiene riflessioni e analisi molto stuzicanti. Quattro sezioni in tutto (product, cover story, industry, sights) per discutere della tv dopo, e perchè no?, durante la crisi economica che ci siamo trovati ad affrontare. Una crisi che volenti e nolenti mette in discussione una serie fattori che influenzano la macchina televisiva: dai modelli produttivi agli approcci creativi fino ad arrivare alla pubblicita'. Domani andrò a comprare il nuovo numero per poi condividere con voi alcune riflessioni sui temi proposti.
Il blog di Link è qui.

domenica 7 giugno 2009

Parlare di Televisione? Bla Bla Bla...

E' finalmente stato pubblicato il numero monografico di LINK sulla critica televisiva. I pezzi che hanno attirato la mia attenzione sono: Il mestiere del critico di Aldo Grasso, Storytelling di Carlo Freccero, Potresti essere qui di Violetta Bellocchio e Il Gioco della Critica - Quattro blog per la tv di oggi di Luca Barra e Fabio Guarnaccia.
La rivista è uscita il 4 Giugno: appena finisco di leggere più del 50 % la recensisco tutta. Si tratta ancora della migliore e unica rivista sulla televisione. Se non credete a me vi sfido

Per saperne di più: il blog di Link

lunedì 16 febbraio 2009

Link Tv: Mash Up Television

Cos'è Link TV per coloro che lo fanno? Link non è il cambio di stato della tv, da mezzo di leggera evasione a cultura pesante, ma un magazine per chiunque voglia comprendere il mondo in cui vive. O almeno provarci!

Cos'è Link Tv per me? Link Tv per me è il miglior magazine/saggio sulla TELEVISIONE! Ecco fresco fresco di stampa (sempre più bello il packaging) il nuovo numero: Mash Up Television. L'indice è molto interessante per ora questi gli articoli che ho letto:

1) Come Creare Una Serie Tv









2) Replica e Remix









3) Si Può Guadagnare con la Net Tv?









Sto leggendo con molto piacere gli altri articoli a breve un approfondimento: per ora non dimenticate il blog di Link!

martedì 10 giugno 2008

LINK idee per la televisione / Dossier News from EveryWhere

Link - idee per la televisione è l'unica rivista veramente interessante che fin dal suo primo numero ha cercato di captare quali sono le future tendenze del mezzo televisivo senza rinunciare ad uno sguardo verso le esperienze del momento. Inoltre c'è da dire che è diventato un imprescindibile strumento per capire cosa pensano i decision maker nei confronti dell'evoluzione del pubblico, del rapporto cinema-tv, della trasformazione dei media e della straordinaria ripresa della fiction come genere tv.
In questo numero c'è il dossier sull'informazione "News from Everywhere". Sarò sincero non tutti i contributi mi hanno convinto a partire da quello di Freccero. Ho trovato interessante "l'intervista affiancata ai direttori" dei maggiori tg nazionali e ho trovato una conferma: l'intervista alla Gabanelli in stile Gabanelli. Abbastanza incisive le parti dedicate al fenomeno del citizen journalism: da "Le promesse del partecipare" a "I want you" di Laura Tettamanzi.
Naturalmente la parte che ho letto con più piacere è la seconda: da "la tv oltre la tv" di Alex Fiacco in cui il responsabile editoriale di Mtv spiega la sua idea di iperformat, a "il network USA e le serie online" di Alessandra Sandron che parla del nuovo mercato della distribuzione online delle serie tv e non negli Usa. Molto interessante poi "Pubblicità 2.0" di Marco Di Gioacchino e "Non perdersi nella rete" di Tommaso Tessarolo che ha mappato tutto ciò che c'è da sapere sulla nascente industria della net television. In ultimo non perdetevi "Essere Fansubber" e soprattutto "Se vale per il porno..." di Francesca Pasquali.
La rivista costa soltanto 15 euro. La nuova veste grafica mi piace e avrei anche una proposta: considerato che i vecchi numeri non andranno in ristampa perchè non creare un archivio online in cui trovare vecchi interventi di professionisti? Sono sicuri che molti vi ringrazierebbero!

sabato 17 maggio 2008

News from everywhere: in arrivo Link!

Arriverà il 3 giugno in tutte le migliori librerie italiane. E' il nuovo numero di Link-Idee per la televisione con nuova veste grafica e un tema molto importante: l'informazione.

La direttrice Laura Casarotto nell'editoriale scrive "l’informazione è uno degli ambiti privilegiati in cui oggi la televisione (in un contesto di frammentazione dei consumi, di moltiplicazione delle fonti e dei mezzi) continua a esercitare la sua centralità. È proprio nella creazione di eventi (e tutto può essere un evento, da Garlasco al Grande Fratello, con buona pace di chi si scandalizza) che la tv è veramente se stessa: emoziona, cattura, commuove e coinvolge. Colpisce alla pancia, prima di tutto, e fa vivere i fatti. 

Crea un sapere comune e mette tutti nelle condizioni di pensare di conoscere meglio il mondo, trasformandolo in materia di discorso sociale. Per questo, nonostante le tante possibilità, di fronte a un grande evento tutti ritroviamo il desiderio di prendere in mano il telecomando. Alla ricerca di una voce che ci guidi dentro le cose."

Tra gli interventi ci saranno saggi e scritti di Carlo Freccero, Milena Gabanelli, Gianluca Nicoletti, Gregorio Paolini, Peppino Ortoleva, Massimiliano Magrini di Google e Tommaso Tessarolo di Current.

giovedì 8 maggio 2008

Link n.6: speciale sull'INFORMAZIONE!

Uscirà a breve il nuovo numero di LINK - Idee per la televisione, sarà dedicato all'informazione e si chiamerà News From Everywhere.



Questi alcuni contenuti che troveremo (via Format.blogosfere.it): Gianni Riotta del Tg1 racconta in particolare il tono emotivo delle news mentre Carlo Freccero dedica a questo approccio narrativo un articolo in cui postula la nascita di un nuovo sotto-genere, frutto della contaminazione tra informazione e fiction: il "reality soap".
 

Giorgio Mulè di StudioAperto parla dell'importanza di "mordere" un fatto mentre accade, Alessandro Banfi di Videonews esamina l'identità del tg ed illustra la genesi della scaletta. L'approfondimento e il videogiornalismo di Report sono al centro dell'intervista a Milena Gabanelli.

La seconda parte del dossier inquadra invece l'informazione nella prospettiva della convergenza tra i vari media e dell'interazione con gli utenti che generano i contenuti in prima persona e li divulgano attraverso internet ed alcuni canali satellitari che incoraggiano il giornalismo dal basso secondo il canone "user generated content" imposto dai social network on line come il portale di video condivisi alla YouTube.

martedì 17 luglio 2007

Casalinga di Voghera: addio!

Dopo il focus sulle trasformazioni della tv digitale e quello dedicato ai telefilm, Link il magazine più innovativo sulla televisione analizza i nuovi rapporti tra la scatola magica e il pubblico. Anche questo numero è ricco di interventi e acute analisi. “Finalmente ci siamo. Annunciata, invocata, negata e poi ecco: la rivoluzione dei media pare essere alle porte. [...] Ci scopriamo a guardare la televisione per strada con i videofonini, davanti a una scrivania su Internet, e magari, udite, liberi da qualsiasi vincolo di “flusso” [...]” esordisce Laura Casarotto.
Ma subito si passa al centro della questione: se Fausto Colombo si sofferma sul fatto che è finita l'era della fruizione istantanea e condivisa, Carlo Freccero ritornando sulla storia della tv condivide le sue suggestioni sui pubblici attivi del futuro. La sensazione generale leggendo gli interventi è che forse tra qualche anno prenderemo atto che non saremo mai più uniti come lo siamo stati guardando la tv di matrice generalista. Proprio Anna Sfardini elogia il nuovo spettatore dell'era post-televisiva impegnato in pratiche attive di interpretazione che come sottolinea Henry Jenkins, il nuovo McLuhan, non solo si fa promotore dei contenuti che più gli aggradano ma diventa a tutti gli effetti un broadcaster. Ivan Montis, infatti, a tal proposito dedica il suo intervento alla produzione degli user generated contents che sono sintomo del bisogno espresso dal pubblico di stabilire relazioni sociali in modo paritetico anche nell'ambito della produzione di contenuti. E dunque? E' arrivata l'ora di salutare per sempre la figura del couch potato? Forse si! La casalinga disperata di Voghera ormai non ne può più di palinsesti mobili e precari e di programmi che si allungano inesorabilmente sempre più. Nuovi contenuti per nuove piattaforme e soprattutto personali modalità di fruizione. La rivoluzione è appena cominciata e il futuro è di nuovo da disegnare.

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