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giovedì 20 novembre 2008

10 cose da sapere sul futuro dei video online

Una settimana fa a San Francisco si è tenuta la conferenza NewTeeVeeLive. Sono state dette molte cose interessanti e a mio avviso queste 10 cose scritte in uno dei post del blog di NewTeeVee sono un buon punto di partenza per capire cosa succederà in futuro. Non ho avuto ancora modo di tradurre questo decalogo... nel frattempo:

1. The living room is on the horizon
2. The audience has evolved
3. New media startups are fading
4. Participatory and multiplatform elements of shows are moving from their nerdy roots (Heroes and Lost) to the mainstream (CSI and Ugly Betty).
5. Indie stars can still be made
6. Web stars still aren’t crossing over to mainstream success, but they’re doing pretty well for themselves
7. Success is on its way, if we can only figure out how to define it
8. Nobody’s worried about the big, bad bandwidth caps
9. The logistics of bringing premium content to the web haven’t exactly been smoothed out yet
10. Live-streaming still needs a lot of work

Bonus: 11. People really love this business, economy be damned

martedì 18 novembre 2008

RomaCamp 21-22 Novembre 2008

Si terrà a Roma, il 21 e il 22 Novembre il Roma Camp. A questo link tutte le info. Anche Current sta partecipando a questo evento con una iniziativa di raccolta di idee e proposte. Qui per saperne di più.

mercoledì 9 gennaio 2008

Web has the power: l'ultimo viral per l'ambiente

Continua la segnalazione di iniziative nate in rete per salvare la terra. Api ha scritto a proposito un post molto interessante qui, nel frattempo ecco il viral "Save Today. Save Tomorrow" che dal 6 gennaio è on air in Gran Bretagna. Si tratta di una campagna che sottolinea l’impegno a ridurre del 20%, entro il 2020, le emissioni di CO2 dovute alla produzione: interamente realizzato con clip “riciclate” da altri film. Buona visione.

giovedì 13 dicembre 2007

Libri che parlano del futuro



Spero presto di avviare una rubrica di video-recensioni sui libri che mi interessano e che vorrei condividere con voi. Nei prossimi gorni in questo blog si parlerà: del 41° rapporto del Censis (di cui ha già parlato Paola Liberace), dell'interessante libro di Antonio Pascotto "La televisione senza palinsesto", dell'antologia curata dalla prof. Romana Andò "Audience Reader" e del manuale "La tv digitale terrestre" scritto da Davide Turi e Roberto Borroni.
Vi aspetto qui, dunque!
Per qualsiasi suggerimento e/o segnalazione scrivetemi a salvatoreditaranto@gmail.com

lunedì 10 dicembre 2007

Webserie? Ecco iChannel: un'idea veramente interessante!

Avete tempo da investire? Guardatevi il primo episodio di I una serie interattiva che viene da oltreoceano. E' passato ormai un anno e il successo aumenta. Certo come scrive il protagonista sul blog di Ichannel "I don't want to become famous... but I'd Like to Be interactive" e infatti i commenti di chi la guarda possono influire sulle linee narrative dell'intero progetto. L'altra cosa interessante che si intuisce nel primo episodio è il perchè del titolo: I infatti sta per io, ma suona anche come eye, ovvero occhio. In poche parole "I è una webserie che racconta di un ragazzo la cui vita viene magicamente posseduta dalla sua audience:voi"


La serie è veramente interessante. Come ha scritto Luca De Biase nella sua rubrica su Nòva: "se buca è perchè è pensato per il web. Se eventualmente non cresce è perchè parla un pò troppo del web. Altre storie si stanno facendo largo. (...) Questa nuova filiera della produzione di storie ha alcune caratteristiche precise. Costi bassi, racconti concisi, marketing virale. Gli exploit stupefacenti servono a lanciare un0idea. Ma alla lunga conta soprattutto la qualità"
De Biase ha ragione. La mia domanda è un'altra: chi ha voglia di sperimentare con le serie web in Italia? E quindi mettere a disposizioni soldi e energie?Qui altri post sulle web serie o net serie.

lunedì 3 dicembre 2007

La tv che viene dalle "periferie"

Carlo Freccero ha scritto i saggi più importanti sul rapporto audience-palinsesto (per la mia tesi mi concesse anche un'intervista molto acuta). Tra questi vi è "L'audience come periferia" pubblicato all'interno del libro-guida di Aldo Grasso "Che cos'è la televisione". Vi propongo di leggerne qualche riga su questo blog: "Mi piace pensare all'audience come alla periferia di una grande città. Nel centro si trovano i monumenti, i reperti storici, ma anche i luoghi di aggregazione e socializzazione. Nel centro si costruiscono la cultura e la moda. Nel centro si danno appuntamento gli opinion leader. La sera il centro è scintillante di luci, di insegne, di vita. Ma basta allantonarsi dal centro per vedere quelle luci affievolirsi, farsi sottotono, confondersi con la nebbia in cui sono immerse le cose. E' la periferia. Qui le luci della strada sono fioche e giallastre, ma un'altra luce filtra attraverso i vetri delle finestre. E' la luce lattiginosa della televisione. Brandelli di suono ci seguono nel nostro itinerario. La televisione è la colonna sonora della periferia. Questa realtà quotidiana dimessa, priva di slanci, immobile ed eguale, ha trovato nella televisione il suo mezzo di espressione. E' l'audience profonda che inesorabilmente livella i palinsesti televisivi, che smussa la sperimentazione, limita ogni cambiamento"
E' un saggio citato da molti autori televisivi e uomini di marketing. E' a tratti poetico ma a mio parere non fotografa più la realtà attuale. Mi spiego meglio. Ogni giorno, per il lavoro che faccio, guardo molti contenuti che vengono dalla rete: corti, mini-format, videopodcast, inchieste di citizen journalism. E ogni giorno trovo cose nuove. Cerco di mettermi in contatto con gli autori e se possibile provvedo a trovar loro una collocazione in rete o in qualche programma televisivo. Sono per la maggior parte contenuti prodotti da miei coetanei, che abitano proprio in quelle periferie che seppur dimesse conservano ancora slanci di creatività. La TV, si sa, in Italia la si produce o a Roma o Milano eppure loro ( i miei coetanei, intendo) le loro performance le fanno dove capita: per strada, nelle loro camerette o negli spazi che hanno a disposizione. C'è che i programmi li fa in scooter e chi in macchina. Poi quei contenuti li mettono in rete e condividendoli abbattono le categorie spazio-temporali. Nel web non esiste nè il centro e nemmeno la periferia. Ed è proprio in questo magma che ho trovato le sperimentazioni migliori. Certo siamo proprio all'inizio: alcuni di loro non mettono le luci come dovrebbero, altri non impostano l'audio nel giusto modo. Ma proprio giocando e divertendosi stanno impostando un nuovo modello generativo per i contenuti. E chissà che verrà il futuro della tv e avrà i loro occhi.

venerdì 23 novembre 2007

Non essere un maiale: web has the power!

I responsabili del World food programme delle Nazioni Unite hanno chiesto ai registi emergenti di far crescere la consapevolezza sulla fame nel mondo e trasmettere la realtà della povertà e della sofferenza attraverso un concorso per video di 60 o 30 secondi che aprano dibattiti sull'annoso problema della fame nel mondo.I cinque migliori corti saranno pubblicati sulla pagina YouTube del World Food Programme e il vincitore potrà prendere parte a una delle operazioni di soccorso dell'agenzia. Qui sotto trovate il video, molto ironico, che ha pubblicato l'agenzia per lanciare la sfida: "850 milioni di persone vanno a letto affamate ogni sera... Passaparola".
Qui trovate altre news su web has the power!

martedì 13 novembre 2007

Web has the power / The Hub

The Hub: come fulcro, come nodo, come dispositivo di rete! Si chiama così la piattaforma per condividere video, immagini o audio che riguardano i diritti umani appoggiata da Peter Gabriel attraverso Witness l'associazione fondata nel 1992. The Hub è una community interattiva per i diritti, dove condividere materiale o semplicemnte guardare o commentare. Gli obiettivi sono quelli di incoraggiare gli individui a conoscere di più e ad essere coinvolti su queste tematiche e di "aprire gli occhi sulle violazioni dei diritti umani" usando i video e le nuove tecnologie. Non a caso lo slogan di The Hub è: Upload It, See It, Share It, Take Action.
Web has the power! Sono sempre più convinto di questa affermazione.

giovedì 1 novembre 2007

VBS.TV

Molti di voi conosceranno sicuramente la rivista Vice, presente anche in Italia . Al gruppo Vice appartiene anche VBS.TV un'internet broadcaster con i contenuti più interessanti di cui io abbia fruito fino ad oggi. Non trovo aggettivi per definire le cose che ho visto su VBS.TV. Vi sono show come Art Talk che vale la pena vedere e poi format come VBS Meets di cui non si può fare a meno. Ma quello che sorprende di più sono gli episodi di Back in Beirut e quelli di The Vice Guide to Travel. In entrambi i casi vi troverete di fronte a qualcosa che non avete mai visto: dal mercato illegale di armi in Pakistan a quello che accade oggi a Kabul ma potrete farvi un giro nell'industria hollywoodiana del porno e in altri luoghi impensabili. Sul sito di VBS.TV potete trovare 35 show, totalmente gratuiti, e presto sarà implementata anche la chat. Per concludere ecco quello che consiglia lo staff di VBS.TV "saving your eyes from the blinding pain of television" e come si sono presentati i fondatori in video.




mercoledì 24 ottobre 2007

Una t-shirt per cambiare il mondo!

Mezzaparola e GRA presentano la prima edizione di THE T SHOW, contest italiano per la realizzazione di un design per t-shirt, aperto a grafici, illustratori, street-artist e fashion-artist.
La tematica scelta per questo primo anno è: "the MORE you can do... to change the world". Al termine del contest, una giuria selezionerà le venti opere finaliste, che parteciperanno - senza alcuna spesa per gli autori - a una mostra collettiva organizzata da Mezzaparola e da GRA, presso l’ESC_atelier occupato di Roma, il 25/11/07. Tra le finaliste, saranno scelte tre opere che verranno riprodotte sulle t-shirt della collezione primavera/estate 2008 di Mezzaparola ind(i)pendent wear, distribuita nei punti vendita autorizzati in tutta Italia.La scadenza per l'invio dei file è prevista per il 15 novembre.

Perchè
una t-shirt non può cambiare il mondo, ma chi la indossa e guarda si!

lunedì 22 ottobre 2007

WINDOWS SHARING/ net art project

Ecco un bel progetto interessante di net art: il windows sharing project ideato da Giacomo Triglia. Partecipare è molto semplice. Scattate una foto dalla vostra finestra e mandatela all'indirizzo bit@giacomotriglia.com indicando autore, occupazione, stato d'animo, data, ora, città e nazione. Tutte le foto saranno pubblicate nella galleria del sito. Buono scatto e buona condivisione.

giovedì 18 ottobre 2007

NET NEUTRALITY: blogosfera svegliati!

I video che trovate sotto è da tempo che girano in rete. Negli Usa la Net Neutrality è diventata anche una questione politica. Visto che in questi giorni se ne sta riparlando anche qui in Italia la proposta è: perchè non coinvolgiamo anche qualche politico a dire la sua?
Magari partendo proprio dal Ministro Paolo Gentiloni.







Grazie a Quintarelli ma anche a Luca, Paolo, Federico, Vittorio, Pandemia e a tutti coloro che si uniranno a questa richiesta.

mercoledì 17 ottobre 2007

Web has the power/ Qoob 2.0


















Oggi sul sito del Blog Action Day ci sono le statistiche dell'iniziativa appena trascorsa. Possiamo parlare di successo? Nel frattempo si moltiplicano le iniziative per coinvolgere i videomaker a produrre qualcosa in campo audiovisivo che indichi un orizzonte immaginario di cambiamento per la nostra società. Qoob ha lanciato un nuovo commissioning dall'emblematico nome Children of Revolution.

Ecco il brief: "E voi, cosa intendete per rivoluzione? Cosa per libertà? E’ giusto avere la libertà a ogni costo? Ecco il tema di un nuovo commissioning per voi: vorremmo che ci raccontaste, per immagini, cos’è per voi la libertà. Potete focalizzarvi sui fatti attuali di cronaca italiana o estera, ampliare gli orizzonti, prendere come spunto qualcosa di passato (anche molto passato), ispirarvi a un attimo della vostra vita personale, a grandi o a piccole cose, raccontarci il vostro sogno oppure immaginarvi “il (mio) mondo nel futuro se la libertà...” e il resto scrivetelo/giratelo voi. Keep on rockin’."

Ad ogni modo ribadisco la necessità di aderire al Pangea Day.

martedì 16 ottobre 2007

Web has the power/ PANGEA DAY

Non starò a discutere delle cose che hanno appassionato nelle settimane scorse i giornali e le tv italiane: il potere dei blog, la forza di Beppe Grillo, il tam tam che funziona e via discorrendo. Queste sono cose che si comprendono benissimo solo se si vive la rete in tutti i suoi aspetti e se ci si fa contaminare.
Ho già parlato del Blog Action Day oggi tocca al Pangea Day.


L'evento avverrà il 10 maggio 2008 quando tutto il mondo sarà unito da una diretta televisiva di quattro ore che manderà in onda e online i film, i corti, le clip e il materiale video realizzato dai videomaker che vogliono partecipare al progetto. Al Pangea Day hanno già aderito JJAbrams di Lost, Cameron Diaz, Will.i.am dei Black Eyed Peas e altri personaggi.
Gli eventi ufficiali del Pangea Day coinvolgeranno città come Il Cairo, Dharamsala, Gerusalemme, Kigali, Londra, New York, Ramallah e Rio de Janeiro. Sarà possibile organizzare degli screening pubblici e personalmente mi sto attivando per farlo qui a Roma (chi vuole può dare la propria disponibilità) perchè i film non possono cambiare il mondo, ma chi li guarda sì.
Per il gruppo Pangea Day su youtube si può cliccare qui.
Per mandare un film qui.

Pugni in tasca / MTV 2.0

Questa sera su Mtv andrà in onda "Pugni in tasca" il talk presentato da Mario Adinolfi. Come egli stesso annuncia sul suo blog "stasera mi ritrovo in un evento storico, per la televisione. Pochi giorni fa le piazze si sono riempite di studenti che urlavano contro il ministro Fioroni. Stasera alle 21 in diretta per novanta minuti mettiamo gli studenti italiani in uno studio davanti al ministro che contestano. A Mtv due operazioni del genere, con Tony Blair e Colin Powell dopo le manifestazioni dei giovani contro la guerra, sono entrate nella storia del canale e non solo. E' l'anteprima di Pugni in Tasca, un programma che vedrete da dicembre. E', soprattutto, la decisione piuttosto importante di mettere la scuola sotto esame e di farla giudicare ai ragazzi (ovviamente con live blogging durante la trasmissione)."
L'idea è molto interessante anche perchè ritengo sia un vero esperimento 2.0: la redazione di Mtv ha chiesto a chi fosse interessato di inviare immagini e video sulla situazione scolastica, ma cosa più importante ha chiesto di inviare video-domande da girare direttamente al ministro. Sicuramente ci sarà un filtro redazionale e autoriale ma il concetto è in sè rivoluzionario. Grazie ad Internet dal più piccolo comune in provincia di Enna all'estrema frazione ai confini con la Svizzera tutti potranno mandare per la prima volta le loro domande e far sentire la propria voce e sentire le eventuali risposte. Purtroppo non ho visto ancora sul sito di Mtv i contributi video, aspetto la puntata di questa sera e vediamo l'effetto che farà.

lunedì 15 ottobre 2007

ARRAKIS: documentario poetico!

Oggi è il Blog Action Day e io ne approfitto per parlare di un progetto che sto seguendo con piacere e che tra qualche mese vedrà la luce. Si tratta di ARRAKIS: un documentario poetico di tributo ai luoghi e alle vittime del progresso industriale italiano. Una delle cose più interessanti del documentario è la voce narrante che appartiene ad un ex-operaio della storica Breda Fucine di Sesto San Giovanni. Un ex-operaio un po’ particolare, Silvestro, che si è ammalato di tumore alla laringe a causa di tutto l’amianto che ha inalato durante gli anni in fabbrica. La sua voce è stata trasformata dalla malattia. E’ la voce distrutta di un laringectomizzato. Tuttavia nonostante il suo handicap Silvestro possiede una capacità comunicativa incredibile. Il lavoro non vuole essere un’inchiesta sul problema amianto o un documentario di archeologia industriale. Vuole rappresentare invece, secondo criteri più vicini al modo poetico di fare documentario, un tributo a quelle persone che hanno sofferto in nome del progresso e a quei luoghi che sono stati incredibili simboli di quello stesso progresso. Arrakis è un attestato di esistenza, per persone e luoghi dimenticati. L’obiettivo comunicativo non è informare, ma emozionare. Suscitare interesse. Arrakis verrà distribuito gratuitamente e avrà bisogno della forza di tutti noi per promuoverlo e farlo vivere in rete ma soprattutto fuori.




sabato 13 ottobre 2007

I modelli (italiani) di Tv 2.0

Post soggetto ad update!
Colgo l'occasione del post scritto da Tommaso Tessarolo sullo stato della NetTV per una personale riflessione su quelli che mi sembrano i modelli di tv 2.0 che si stanno attualmente imponendo in Italia. Scrivo attualmente perchè la mia riflessione è una fotografia di quello che i protagonisti stanno facendo ora senza considerare gli eventuali sviluppi futuri.



-> Modello aggregativo community. E' il modello adottato da TheBlogTv.it che grazie alle segnalazioni di video prodotti dagli utenti iscritti al progetto confeziona contenuti come Tifosi 2.0 per La3 , BlogNotes per Fox, Webox per Music Box e per altre emittenti o video adevertising per Fiat e Last Minute. Il punto di forza è nella rivoluzionaria scelta di pagare i video che gli utenti producono per i vari programmi o i vari contest e nel fatto che gli utenti possono vedere i propri video all'interno di format televisivi.

-> Modello aggregativo live show. E' il modello con cui si è imposta N3tv.it: in studio grazie alla piattaforma Mogulus in diretta si dà vita a dei talk che integrano al loro interno forme di interattività quali la chat, i sondaggi e la possibilità per i fruitori di proporre argomenti. Dopo la live session il materiale, postprodotto, viene distribuito in modalità Podcast ed in download per i formati iPod, 3GP e MP3. podcast. Agli show come Fallo da dietro (sport), Infame (musica) o Politica 2.o (politica) sono affiancate le news su vari temi come NetTv, Videogiochi. Mobile ecc e altre esperienze di produzioni video originali e innovative come Videomarta.

-> Modello aggregativo channels. E' il sistema con cui si è presentato giorni fa Streamit.it il contenitore televisivo che aggrega canali. In questi giorni è possibile collegarsi a Streamit.it e vedere gratuitamente diversi canali tematici come Cortoons Tv (canale dedicato ai corti), Mousemen (canale musicale), Stadio News 24 o Mi-tele (artistico, new media). L'utente sceglie il canale preferito e clicca sul contenuto cui è interessato.

I tre modelli sono in continua evoluzione (riserveranno sicuramente sorprese) e nuovi protagonisti si stanno affaciando sulla scena. La riflessione futura cui dovremo dedicarci sarà quella legata ai contenuti, ai modelli di fruizione e consumo e al modello di business.
Intanto eccovi qui il Decalogo per Broadcaster 2.0 stilato da Salvo Mizzi, il fondatore di My-Tv Spa, e pubblicato all'interno di Mediamorfosi (il volume di Link curato da Federico di Chio).

1.La televisione 2.0 si basa sull’uso del web come piattaforma, non ha confini e mantiene sempre chiaro il proprio baricentro gravitazionale: approccio etico, cooperativo e comunitario, più dal basso che dall’alto. E’ la logica di Youtube, di Google Video, di MySpace.
2.Se il Web diventa la piattaforma di riferimento è necessario poter contare su macchine comunicative in grado di presidiare tutta la miriade di siti che costituiscono la costellazione internet e non soltanto alcuni grandi siti chiave. Bisogna ragionare in termini di long tail, includendo tutta lo logosfera espressiva. E’ la rivoluzione attuata da Google AdSense nella raccolta pubblicitaria.
3.Il vantaggio competitivo non è avere “Intel Inside” ma esercitare il controllo o comunque possedere in via esclusiva fonti di dati unici o in ogni caso difficili da ricreare ex novo. Un caso esemplare è rappresentato da Google Maps. Nella tv 2.0 non sono i diritti a fare la differenza, ma la relazione tra i dati di visione del contenuto e l’identità del soggetto che guarda. Se da broadcaster continuiamo a non sapere nulla di chi guarda cosa, non sapremo nulla di cosa sarà il futuro.
4.Gli utenti creano valore in misura esponenziale. Non restringete mai la cosìdetta “architettura della partecipazione” a un video, un commento, alcune foto. Lasciate che gli utenti aggiungano valore alla vostra applicazione. Questo valore cresce al crescere delle possibilità espressive e al crescere della memoria delle interazioni.
5.Gli aspetti partecipativi del network devono essere automatizzati. Soltanto una parte degli utenti deciderà di partecipare attivamente alla vostra applicazione, al vostro programma, alla vostra iniziativa. Fate in modo che gli aspetti parteciptivi siano sviluppati di default anche solo dalla visione o dall’upload del semplice contenuto.
6.La proprietà intellettuale limita il riutilizzo e la sperimentazione. La liberalizzazione di alcuni diritti può suscitare una nuova ondata di produzione di massa dal basso, e agevolare la costruzione di video database che facciano superare la massa critica necessaria al decollo. Non solo. Può avere un effetto di stimolo e scoperta di nuovi talenti. La strada è quella dei Creative Commons, intrapresa anche da BBC con il suo Interactive Media Player.
7.Considerate la tv 2.0 alle prese con un eterno numero zero, allo stesso modo delle eterne beta version oggi diffuse su scala planetaria da Internet. In un mondo che dipende sempre più dagli effetti partecipativi nessun prodotto giunge mai allo status di release definitive. Si rilasciano sempre versioni perfettibili, appunto eternamente beta. Non è necessario consolidare tutto in machine editoriali monolitiche, è nella logica del gioco essere provvisori e partecipativi anche sotto questo aseptto. Osservate Gmail (il servizio di posta elettronica di Google) e la sua inesorabile parabola di diffusione e sviluppo. Non penserete certo sia solo una macchina da e-mail, vero?
8.Cooperate sempre e non eccedete nella tendenza al controllo. Fate in modo di partecipare a vostra volta alla costruzione del contenuto generale, usate dati e layer altrui creativamente, usate e fatevi usare dalla syndication. Voi lo mandate in onda, fate uno share da record. Il maggiore quotidiano nazionale lo rilancia. Voi prendete il centro della scena mediatica. (Consiglio: assumete il videomaker, evitate di fargli causa per violazione del copyright).
9.Internet e il Pc non vivranno mai pià da soli. Una volta che sarà vinta la sfida di portare i contenuti di Internet nel mondo aperto, verso tutti i device digitali, non ci saranno più limiti alla costruzione e distribuzione di macchine neotelevisive ubique e onniprosenti.
10.Fratelli, la televisione 2.0 è alle porte. Fatevi trovare svegli. Se preferite dormire sappiate che ci penserà Google, o il molto venerabile Steve Jobs.

lunedì 8 ottobre 2007

Politica 2.0? That is the question....

1) "Buongiorno sig. Veltroni come farà a mantenere gli impegni di sindaco qualora venisse eletto segretario del PD?"

2) "Mario Adinolfi in che modo miglioriamo la legge sul mercato del lavoro? Ci spiega la proposta Boeri?"

3) "Cosa pensate dei vostri sfidanti?"

Ecco alcune domande che avrei fatto qualora ci fosse stato un dibattito in cui i sei candidati al partito democratico si confrontavano con le video-domande proposte dagli elettori.
Ma questo paese non è ancora pronto per la Politica 2.0. Cosa intendo dire? Spiego subito. Tra pochi giorni si terranno le primarie per eleggere il leader del nascente Partito Democratico. Negli Usa, la società mitopoietica per eccellenza, la pratica delle primarie ha implementato la versione 2.0 nel dibattito creando un evento televisivo (presto ci sarà anche per i repubblicani) in cui i cittadini hanno potuto porre domande, seppur con il filtro CNN/Youtube, ai candidati. Qui in Italia nonostante le molte sperimentazioni dueopuntozero non si è riuscito a creare qualcosa di simile. Se avete qualche minuto guardate il video qui sotto per capire l'atmosfera che avrei voluto ricreare qui in Italia.

Nonostante tutto però Alice.it ha pensato che qualcosa di interessante si potesse fare. Ecco qua Luca Telese, il giornalista italiano che più sta sperimentando il linguaggio della rete (come non ricordare la sigla di TETRIS?) che intervista i candidati alla segreteria del Partito Democratico con le domande dei cittadini.

Inoltre per capire cosa si sta muovendo in rete vi invito a cliccare sul blog di Emiliano Germani che sta tenendo tracce delle esperienze di Politica 2.0 e sul programma sperimentale in onda su N3tv tutti i venerdì alle 22:30.
Tutto questo in attesa di un vero programma di politica 2.0!

Never Ending Friending

Quanto tempo spendono le persone sui siti di social network? Cosa amano fare gli Internet addicted quando hanno 15 minuti di tempo libero? In quale parte della giornata le persone si dedicano ai loro siti preferiti? E per le aziende che vogliono creare valore per i propri brand che possibilità ci sono oggi?
Domande interessanti e capitali (nel senso che muovono molti capitali) alle quali una ricerca molto interessante, commissionata dalla Fox Interactive Media, Inc. Isobar & CaratUSA, e pubblicata ad Aprile 2007 ha cercato di rispondere con un pizzico di faziosità. Nonostante siano passati già diversi mesi a mio avviso rimane un’intuizione acuta e se non erro una delle poche ricerche fatte sul social network che ha fotografato in modo scientifico le ultime tendenze che muovono la rete. Inoltre ha coniato l'espressione "Never ending friending" (titolo della pubblicazione) che riassume la condizione di molti di noi che siamo connessi ad amici 24h/24h.

A 2.081 persone social network addicted di età compresa tra i 14 e i 29 anni, ad esempio, è stato chiesto “Se avessi 15 minuti di tempo libero, cosa ti piacerebbe fare di più?” Le risposte confermano le ultime tendenze per ciò che concerne le diete mediali. Infatti il 17% controllerebbe siti di social network, un altro 17% parlerebbe al cellulare, il 14% vedrebbe la tv, il 10% navigherebbe in Internet.




Inoltre si è cercato di capire quali siano le differenze nelle abitudini orarie di fruizione tra gli utenti dei siti di Social Network (SN) e i non utenti (Non-SN). I risultati sono i seguenti: gli SN passano in media 11 ore a settimana in rete mentre i Non-SN soltanto 8,7 mentre le ore spese a guardare la tv in una settimana sono 9,4 per gli SN e 11,5 per i Non-SN.
Altra cosa importante: la timeline della connessione con i social network sites. Dai dati raccolti si evince che la maggior parte delle persone preferisce spendere il proprio tempo sui siti prevalentemnente di sera (68%) mentre dopo le 22:00 soltanto una piccola percentuale (30%). Poco tempo viene speso nei primi momenti della giornata, a pranzo e durante le attività scolastiche e lavorative.
La ricerca contiene nello specifico dati interessanti su Myspace e soprattutto sulle brand opportunity nel social network, ma di questo ne parlerò più approfonditamenteo nei prossimi post. L’unica cosa interessante relativa a questo argomento è che la ricerca ha individuato anche sei segmenti in cui dividere i target di interesse the Pros, the See & Be Seens, the Connectors, the Explorers, the Rookies, the Spectators riuscendo ad incrociare questi sei stili di vita con i potenziali investitori di adv.

I dati e la ricerca in generale sono una sorta di consacrazione per i social network e MySpace in particolare. La proposta che faccio però è un'altra: quando è che promuoviamo una seria ricerca sul social networking in Italia?

Per scaricare il pdf dei risultati cliccate qui.

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