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giovedì 4 settembre 2008

Esistere! (ma perchè non ho fatto l'idraulico?)

Sarà presentato questa sera qui alle 21:00 il primo documenatario prodotto da Nonchiedercilaparola... Il documentario si chiama "Esistere! Esistere! Esistere! (ma perchè non ho fatto l'idraulico?) e l'autrice è Cristina Tagliabue con Aldo Nove.
Dalla presentazione vi riporto queste parole "Perché i mestieri più belli fanno guadagnar poco? E perché gli idraulici se la ridono, a guardarci? Loro in un giorno possono guadagnare quello che molti "giovani" (20-30-40enni creativi) possono metter insieme in un anno intero. In più, se una volta il 
mestiere del "pensare" era quanto meno rispettato, oggi la televisione ha inquinato anche quel poco di autorevolezza che avevano le persone dedite al leggere, scrivere, filmare, dipingere, recitare, interagire con le persone, e creare beni intangibili, ma 
fondamentali, per il benessere culturale di un Paese."
Se ci passate poi ditemi cosa ne pensate!

mercoledì 24 ottobre 2007

Una t-shirt per cambiare il mondo!

Mezzaparola e GRA presentano la prima edizione di THE T SHOW, contest italiano per la realizzazione di un design per t-shirt, aperto a grafici, illustratori, street-artist e fashion-artist.
La tematica scelta per questo primo anno è: "the MORE you can do... to change the world". Al termine del contest, una giuria selezionerà le venti opere finaliste, che parteciperanno - senza alcuna spesa per gli autori - a una mostra collettiva organizzata da Mezzaparola e da GRA, presso l’ESC_atelier occupato di Roma, il 25/11/07. Tra le finaliste, saranno scelte tre opere che verranno riprodotte sulle t-shirt della collezione primavera/estate 2008 di Mezzaparola ind(i)pendent wear, distribuita nei punti vendita autorizzati in tutta Italia.La scadenza per l'invio dei file è prevista per il 15 novembre.

Perchè
una t-shirt non può cambiare il mondo, ma chi la indossa e guarda si!

lunedì 22 ottobre 2007

WINDOWS SHARING/ net art project

Ecco un bel progetto interessante di net art: il windows sharing project ideato da Giacomo Triglia. Partecipare è molto semplice. Scattate una foto dalla vostra finestra e mandatela all'indirizzo bit@giacomotriglia.com indicando autore, occupazione, stato d'animo, data, ora, città e nazione. Tutte le foto saranno pubblicate nella galleria del sito. Buono scatto e buona condivisione.

giovedì 18 ottobre 2007

NET NEUTRALITY: blogosfera svegliati!

I video che trovate sotto è da tempo che girano in rete. Negli Usa la Net Neutrality è diventata anche una questione politica. Visto che in questi giorni se ne sta riparlando anche qui in Italia la proposta è: perchè non coinvolgiamo anche qualche politico a dire la sua?
Magari partendo proprio dal Ministro Paolo Gentiloni.







Grazie a Quintarelli ma anche a Luca, Paolo, Federico, Vittorio, Pandemia e a tutti coloro che si uniranno a questa richiesta.

martedì 16 ottobre 2007

Web has the power/ PANGEA DAY

Non starò a discutere delle cose che hanno appassionato nelle settimane scorse i giornali e le tv italiane: il potere dei blog, la forza di Beppe Grillo, il tam tam che funziona e via discorrendo. Queste sono cose che si comprendono benissimo solo se si vive la rete in tutti i suoi aspetti e se ci si fa contaminare.
Ho già parlato del Blog Action Day oggi tocca al Pangea Day.


L'evento avverrà il 10 maggio 2008 quando tutto il mondo sarà unito da una diretta televisiva di quattro ore che manderà in onda e online i film, i corti, le clip e il materiale video realizzato dai videomaker che vogliono partecipare al progetto. Al Pangea Day hanno già aderito JJAbrams di Lost, Cameron Diaz, Will.i.am dei Black Eyed Peas e altri personaggi.
Gli eventi ufficiali del Pangea Day coinvolgeranno città come Il Cairo, Dharamsala, Gerusalemme, Kigali, Londra, New York, Ramallah e Rio de Janeiro. Sarà possibile organizzare degli screening pubblici e personalmente mi sto attivando per farlo qui a Roma (chi vuole può dare la propria disponibilità) perchè i film non possono cambiare il mondo, ma chi li guarda sì.
Per il gruppo Pangea Day su youtube si può cliccare qui.
Per mandare un film qui.

lunedì 15 ottobre 2007

ARRAKIS: documentario poetico!

Oggi è il Blog Action Day e io ne approfitto per parlare di un progetto che sto seguendo con piacere e che tra qualche mese vedrà la luce. Si tratta di ARRAKIS: un documentario poetico di tributo ai luoghi e alle vittime del progresso industriale italiano. Una delle cose più interessanti del documentario è la voce narrante che appartiene ad un ex-operaio della storica Breda Fucine di Sesto San Giovanni. Un ex-operaio un po’ particolare, Silvestro, che si è ammalato di tumore alla laringe a causa di tutto l’amianto che ha inalato durante gli anni in fabbrica. La sua voce è stata trasformata dalla malattia. E’ la voce distrutta di un laringectomizzato. Tuttavia nonostante il suo handicap Silvestro possiede una capacità comunicativa incredibile. Il lavoro non vuole essere un’inchiesta sul problema amianto o un documentario di archeologia industriale. Vuole rappresentare invece, secondo criteri più vicini al modo poetico di fare documentario, un tributo a quelle persone che hanno sofferto in nome del progresso e a quei luoghi che sono stati incredibili simboli di quello stesso progresso. Arrakis è un attestato di esistenza, per persone e luoghi dimenticati. L’obiettivo comunicativo non è informare, ma emozionare. Suscitare interesse. Arrakis verrà distribuito gratuitamente e avrà bisogno della forza di tutti noi per promuoverlo e farlo vivere in rete ma soprattutto fuori.




martedì 9 ottobre 2007

I want your t-shirt/5

Ancora una istant t-shirt. Ecco qua dopo le dichiarazioni di TPS (Tommaso Padoa Schioppa) sui bamboccioni la t-shirt dell'anno!Per chi volesse ordinarla ecco qui il link giusto. L'appuntamento è per il 1° Dicembre quando ci sarà il Bamboccioni Pride.

p.s.
"Ma bamboccione a chi, caro tps?"

lunedì 8 ottobre 2007

Politica 2.0? That is the question....

1) "Buongiorno sig. Veltroni come farà a mantenere gli impegni di sindaco qualora venisse eletto segretario del PD?"

2) "Mario Adinolfi in che modo miglioriamo la legge sul mercato del lavoro? Ci spiega la proposta Boeri?"

3) "Cosa pensate dei vostri sfidanti?"

Ecco alcune domande che avrei fatto qualora ci fosse stato un dibattito in cui i sei candidati al partito democratico si confrontavano con le video-domande proposte dagli elettori.
Ma questo paese non è ancora pronto per la Politica 2.0. Cosa intendo dire? Spiego subito. Tra pochi giorni si terranno le primarie per eleggere il leader del nascente Partito Democratico. Negli Usa, la società mitopoietica per eccellenza, la pratica delle primarie ha implementato la versione 2.0 nel dibattito creando un evento televisivo (presto ci sarà anche per i repubblicani) in cui i cittadini hanno potuto porre domande, seppur con il filtro CNN/Youtube, ai candidati. Qui in Italia nonostante le molte sperimentazioni dueopuntozero non si è riuscito a creare qualcosa di simile. Se avete qualche minuto guardate il video qui sotto per capire l'atmosfera che avrei voluto ricreare qui in Italia.

Nonostante tutto però Alice.it ha pensato che qualcosa di interessante si potesse fare. Ecco qua Luca Telese, il giornalista italiano che più sta sperimentando il linguaggio della rete (come non ricordare la sigla di TETRIS?) che intervista i candidati alla segreteria del Partito Democratico con le domande dei cittadini.

Inoltre per capire cosa si sta muovendo in rete vi invito a cliccare sul blog di Emiliano Germani che sta tenendo tracce delle esperienze di Politica 2.0 e sul programma sperimentale in onda su N3tv tutti i venerdì alle 22:30.
Tutto questo in attesa di un vero programma di politica 2.0!

domenica 7 ottobre 2007

I want your t-shirt/4

Chi conosce la mia passione per le T-shirt non si stupirà nel vedere cosa ho scoperto in questi giorni. Si chiama Wi-Fi Detector Shirt ed è una maglietta che illuminandosi indica la possibilità di collegarsi in modalità wireless. Insomma se siete abbastanza internet addicted questo è il regalo da chiedere per la prossima occasione.
Per maggiore informazioni cliccate qui. Per vedere come funziona potete invece dare uno sguardo qui.
Importante: costa solo $29.99 e l'unico colore disponibile è il nero.

lunedì 1 ottobre 2007

Ghirada BarCamp e TheBlogTv su La7

Ecco qui il servizio che il Tg de La7 ha dedicato al Ghirada Barcamp e a TheBlogTv. Oltre a Luca Conti e Salvatore Aranzulla ci sono anche immagini della diretta che abbiamo curato.

lunedì 24 settembre 2007

Dal Ghirada BarCamp...

Gestire la diretta con Mogulus per TheBlogTv in occasione del BarCamp tenutosi a Treviso è stata un'esperienza unica su cui mi permetterò di ritornare al più presto. Al BarCamp ci sono state molte conferenze interessanti, persone smart con cui si è dibattuto e approfondito molti dei temi che riguardano la rete e il web2.0: da Daniela Cerrato al fondatore di Zooppa.com (con la dolcezza di Giorgia), da Andrey Golub di MilanIn a Luca Conti, senza dimenticare Vittorio Pasteris e Salvatore Aranzulla.


Conti_il bar camp
Caricato da TheBlogTv_GhiradaBarCamp

venerdì 17 agosto 2007

Anche QOOB paga... dalle sue parti!

La notizia è fresca: dopo TheBlogTv anche QOOB inizia a pagare i componenti della propria community di creativi.
I meccanismi sono due. Il primo avviene tramite i seguenti passaggi: si caricano i propri video, i migliori scelti dallo staff di QOOB vanno in onda sul canale e dopo questo passaggio si viene pagati. Il secondo meccanismo, che sta prendendo piede nel mondo dello user generated content, è quello del commissioning: il broadcaster lancia un invito, si individuano le coordinate per far produrre contenuti attraverso un brief e si dà il via ai videomaker. I migliori video pervenuti in redazione vengono poi premiati (anche) con dei soldi.
Qoob, inoltre, sta percorrendo la strada del co-finanziamento per progetti che nascono all'interno della community:
- Techstuff (documentario a puntate sulla musica elettronica)
- Eloquens (serie animata con protagonista un robot sui generis)
- La seconda morte di Lazzaro (la serie irriverente sulle Sacre Scritture).

Sono convinto che questa sia una strada per stimolare la produzione di nuovi linguaggi, di nuovi contenuti e soprattutto di nuovi protagonisti della comunicazione!

mercoledì 1 agosto 2007

CONTRO INTERNET ?

Si può parlare male di internet? Certamente. Guai se la rete perdesse l'apertura di vedute o comunque censurasse idee e pensieri. Dopo le argomentazioni di Baumann, sociologo acuto e autore di libri interessanti, citato su Giornalettismo Militante che parlando dei cittadini di internet si lascia andare ad affermazioni del tipo “credo che l’unica funzione dei blog sia di consentire agli utenti di vedere celebrati se stessi e i propri interessi al pari dei ‘personaggi tv’, secondo i parametri con i quali obbligatoriamente oggi si misura la qualità e la rilevanza della realtà nel suo complesso” oggi arriva l'opinione di un certo Elton John. Il Corriere della Sera dà molta rilevanza alla notiza e pare che le affermazioni riprendano un pò lo spirito di coloro che hanno sempre denigrato il web e le pratiche della rete. Ma io non sono d'accordo!
Proprio grazie alla rete piuttosto che chiudermi ho allargato le mie conoscenze e la mia Conoscenza. Grazie a Internet con Tommaso Tessarolo ho potuto approfondire le mie riflessioni sui nuovi media, con Nannolino ho potuto conoscere il progetto di Arrakis, con Pietro Saccomani e altri presto inizieremo un progetto, con Studiounto cercheremo di dare vita ad un programma di stimoli culturali. Net Tv is linking people... scrivevo tempo fa e più passa il tempo e più mi convinco che stiamo vivendo qualcosa di unico in questi tempi. Mai come oggi possiamo conoscerci e discutere anche se non siamo presenti. Grazie a Internet nascono progetti come n3tv, theblogtv e altri, dove le persone si incontrano, discutono e si confrontano. Altro che chiudere Internet per cinque anni ...lunga vita a Internet!








venerdì 20 luglio 2007

Net Nativi & Televisione

In questi giorni sono suggestionato dai video caricati in rete che parlano di televisione. Li condivido con voi: a presto una riflessione a riguardo!





giovedì 12 luglio 2007

La tivù (adesso) sei tu...

Alessandro Gilioli e Paolo Pontoniere hanno pubblicato sull'Espresso di questa settimana un'inchiesta interessante sulla rivoluzione che sta investendo la televisione in questi anni. Il titolo è abbastanza emblematico "La tivù adesso sei tu". E' un discorso che stiamo facendo da molto tempo sia su questo blog che in altri e fa piacere constatare che ne parlino anche i settimanali a larga diffusione.

In sintesi la rivoluzione interessa tre campi:
- la tecnologia (la convergenza con il web);
- la fruizione dei contenuti;
- la produzione dei contenuti.
Rispetto al passato la vera rivoluzione copernicana è la centralità degli utenti: palinsesti personalizzati, fruizione dei contenuti su vari , programmi on demand, possibilità di accedere agli archivi e persino la possibilità di creare potenziali contenuti.
Nell'articolo vengono citati i vari progetti che i grossi network come Al Jazeera, Nbc, Cbs stanno portando avanti. Non mancano, poi, i riferimenti all'Italia.
Mediaset è ormai attiva su tutti i fronti: per quel che concerne la distribuzione/fruizione ecco Rivideo (a proposito vi consiglio il post di Tommaso.Tessarolo), sul fronte della produzione stanno per partire Talent1 cui si affiancherà anche la prossima edizioni di Amici di Maria De Filippi con Talent One.
Nell'articolo sull'Espresso c'è l'intervista a Franco Iseppi, ex direttore generale della Rai e oggi responsabile dell'innovazione digitale, che spiega la situazione sul fronte Rai: "ci sono anche altre iniziative interessanti della Rai nei cosiddetti new media, ma trattasi di operazioni singole, il cui successo (quando c'è stato, e c'è stato) è da ricondursi a capacità professionali e alla disponibilità a scommettere di alcuni managers e dei loro collaboratori. Non si è finora tenuto conto dei suggerimenti innovativi che queste esperienze possono portare nel concepire la filiera produttiva, la confezione dei prodotti, la predisposizione dell'offerta, le tecniche di marketing e di valutazione del comportamento della utenza. Di contro, come avviene nelle fasi di sperimentazione, i numerosi tentativi di aggregazione delle esperienze non hanno avuto esito positivo. Ogni attore di questa storia ha investito autonomamente e non collettivamente nella conoscenza del campo".
Sull'Espresso vengono citate e raccontate altre esperienze e nuovi progetti, ma non volendo fare spoiler eccovi il link da cliccare.




mercoledì 11 luglio 2007

Intervista a Carlo Freccero/2

Dopo aver pubblicato la prima parte dell'intervista fatta un anno fa a Carlo Freccero, ecco la seconda. Il tema era il Palinsesto televisivo ma il discorso si è allargato anche ad altri temi come il rapporto tra tv italiana e tv statunitense e soprattutto il confronto tra tv generalista e internet.

Nel mio lavoro sostengo che la scrittura del palinsesto ha perso quella centralità che aveva fino a qualche anno fa diventando mobile e, oserei dire, quasi precario. Questo fenomeno lo si nota in alcune reti dove i programmi vengono continuamente spostati di giorno e su alcune reti in cui si mandano in onda programmi con target di pubblici completamente differenti.

Bisogna partire dal presupposto che non si può prescindere dal presupposto che la fissazione dei programmi è fondamentale, come è necessario conoscere il pubblico. Italia1, ad esempio, ha una linea editoriale coerente ed un target ben definito e tutto si muove su quei binari. Ma non possiamo confondere la crisi editoriale che ha coinvolto alcune reti, perché abbiamo visto come spesso le logiche produttive si scontrano con quelle politiche che non sono amalgamabili, con la crisi del principio di fidelizzazione. In tv la fedeltà è tutto.

Quanto è importante l’identità di rete?

L’identità di rete ci dà il dna di un canale. Anzi ti dirò di più, io sostengo che esprime proprio il senso culturale degli spettatori, dove il termine culturale io lo intendo nell’accezione più ampia del termine e non nel senso limitativo. L’identità di rete rappresenta proprio un modo di vedere la realtà. È chiaro che Raitre e il suo pubblico hanno un modo di vedere la realtà dal pubblico di Italia1 o di Rete4 eccetera. Quando una rete, invece, si ritrova a non avere un palinsesto, e quindi non applica un piano editoriale, e deve seguire le richieste dei pubblicitari e le richieste politiche in modo schizofrenico è costretta a naufragare. È pur vero che la televisione si muove tra la politica e l’economia ma bisogna sforzarsi di non essere schiavi di queste due logiche che ripeto sono inconciliabili. In una situazione di crisi di una rete rimangono dei programmi che galleggiano nel palinsesto e spesso questi programmi sono per target e per natura contraddittori. Lo scontro tra le reti oggi, come ho detto prima, è sui programmi ma bisogna che questi programmi siano legati tra loro da una logica che è appunto rappresentata dal palinsesto.

Negli ultimi anni si assiste ad una progressiva dilatazione dei programmi di prime time che spesso finiscono per occupare per intero la fascia di seconda serata. José Miguel Contreras, il fondatore di Geca Spagna, dà a questo fenomeno il nome di effetto duplex. Inoltre le ultime ricerche ci dicono che i minuti medi dedicati dal pubblico ai programmi della prima serata sono inferiori alla durata della fascia oraria. C’è una discrepanza tra il palinsesto televisivo e il palinsesto personale di ciascun utente. Lei cosa pensa?

A riguardo ho una tesi molto originale: questa è una patologia del palinsesto italiano ed è quello che è rimasto del vecchio palinsesto che ci ha insegnato la vecchia signora Rai. Il palinsesto del passato si sviluppava in senso verticale seguendo lo schema “ogni giorno un genere”. Il lunedì era il giorno della fiction, il mercoledì dell’informazione, il sabato c’era il varietà eccetera. Noi siamo ancora in questo ordine di discorso che però non è destinato a rimanere a lungo. Questa situazione dovrà esplodere, anche grazie anche ai pubblicitari che non sopportano questi programmi diluiti i quali non permettono una certa articolazione della programmazione e dell’offerta pubblicitaria. Sono convinto che questa è ancora l’ultima cosa che rimane dei vecchi palinsesti Rai.

Spesso la televisione italiana, a differenza di quella statunitense, non riesce a seguire quei segmenti o quei target che pure emergono da un attenta analisi dei dati socio-demografici relativi alle reti.

Il discorso non può prescindere dalla considerazione che la tv generalista in Italia deve creare delle maggioranze. Inoltre bisogna aggiungere che attualmente la tv americana è in un momento di grande rinascita, nel senso che grazie alla forte concorrenza della tv a pagamento ha rinnovato e migliorato la produzione dell’offerta televisiva, a differenza dell’Italia dove solamente adesso ricompare all’orizzonte un protagonista della televisione a pagamento. Fino ad ora nel nostro paese si è sempre cercato di fare la media tra l’offerta tradizionale della Rai e la televisione privata. La tv generalista, oggi, deve mettersi in rapporto e fare i conti con l’offerta della tv a pagamento e forse anche con internet e forse anche con i nuovi media. È chiaro che bisogna cercare di risolvere alcuni dei tanti problemi relativi alla televisione che sono rappresentati, come abbiamo detto prima, da questa prima serata anomala, con programmi che si espandono fino quasi a diventare dei mostri, e dal fatto che non si riesce ancora in qualche modo a produrre e proporre una fiction che sia moderna e attuale e che rispecchi una società complessa come la nostra.

I want your t-shirt/3



"Spesso l'aspetto non ti fa capire che tipo di politica una persona perseguirà, è più facile capirlo da cosa c'è scritto sulla t-shirt che indossa" affermava la lady di ferro M. Thatcher. Le scorse settimane Walter Veltroni si è candidato alla guida del partito democratico scompaginando i giochi della politica italiana. Alcuni stilisti non ha perso tempo a confezionare una t-shirt con il volto del sindaco di Roma e con il suo slogan "I care". Per chi ha la memoria labile sarà difficile ricordare che questo motto fu utilizzato in un congresso dei Ds e il tutto era scritto più o meno così "ComunIcare". Come dire: mi sta a cuore comunicare, mi interessa comunicare. E chi può affermare il contrario pensando a Veltroni? Persino le magliette come Che Guevara... firmate Gattinoni"

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