Visualizzazione post con etichetta tessarolo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tessarolo. Mostra tutti i post

martedì 10 giugno 2008

LINK idee per la televisione / Dossier News from EveryWhere

Link - idee per la televisione è l'unica rivista veramente interessante che fin dal suo primo numero ha cercato di captare quali sono le future tendenze del mezzo televisivo senza rinunciare ad uno sguardo verso le esperienze del momento. Inoltre c'è da dire che è diventato un imprescindibile strumento per capire cosa pensano i decision maker nei confronti dell'evoluzione del pubblico, del rapporto cinema-tv, della trasformazione dei media e della straordinaria ripresa della fiction come genere tv.
In questo numero c'è il dossier sull'informazione "News from Everywhere". Sarò sincero non tutti i contributi mi hanno convinto a partire da quello di Freccero. Ho trovato interessante "l'intervista affiancata ai direttori" dei maggiori tg nazionali e ho trovato una conferma: l'intervista alla Gabanelli in stile Gabanelli. Abbastanza incisive le parti dedicate al fenomeno del citizen journalism: da "Le promesse del partecipare" a "I want you" di Laura Tettamanzi.
Naturalmente la parte che ho letto con più piacere è la seconda: da "la tv oltre la tv" di Alex Fiacco in cui il responsabile editoriale di Mtv spiega la sua idea di iperformat, a "il network USA e le serie online" di Alessandra Sandron che parla del nuovo mercato della distribuzione online delle serie tv e non negli Usa. Molto interessante poi "Pubblicità 2.0" di Marco Di Gioacchino e "Non perdersi nella rete" di Tommaso Tessarolo che ha mappato tutto ciò che c'è da sapere sulla nascente industria della net television. In ultimo non perdetevi "Essere Fansubber" e soprattutto "Se vale per il porno..." di Francesca Pasquali.
La rivista costa soltanto 15 euro. La nuova veste grafica mi piace e avrei anche una proposta: considerato che i vecchi numeri non andranno in ristampa perchè non creare un archivio online in cui trovare vecchi interventi di professionisti? Sono sicuri che molti vi ringrazierebbero!

sabato 17 maggio 2008

News from everywhere: in arrivo Link!

Arriverà il 3 giugno in tutte le migliori librerie italiane. E' il nuovo numero di Link-Idee per la televisione con nuova veste grafica e un tema molto importante: l'informazione.

La direttrice Laura Casarotto nell'editoriale scrive "l’informazione è uno degli ambiti privilegiati in cui oggi la televisione (in un contesto di frammentazione dei consumi, di moltiplicazione delle fonti e dei mezzi) continua a esercitare la sua centralità. È proprio nella creazione di eventi (e tutto può essere un evento, da Garlasco al Grande Fratello, con buona pace di chi si scandalizza) che la tv è veramente se stessa: emoziona, cattura, commuove e coinvolge. Colpisce alla pancia, prima di tutto, e fa vivere i fatti. 

Crea un sapere comune e mette tutti nelle condizioni di pensare di conoscere meglio il mondo, trasformandolo in materia di discorso sociale. Per questo, nonostante le tante possibilità, di fronte a un grande evento tutti ritroviamo il desiderio di prendere in mano il telecomando. Alla ricerca di una voce che ci guidi dentro le cose."

Tra gli interventi ci saranno saggi e scritti di Carlo Freccero, Milena Gabanelli, Gianluca Nicoletti, Gregorio Paolini, Peppino Ortoleva, Massimiliano Magrini di Google e Tommaso Tessarolo di Current.

venerdì 25 aprile 2008

2008: annus mirabilis della tv 2.0/4


Prima di ricominciare una serie di riflessioni sulla tv 2.0 e sui differenti progetti ecco il quarto video che vi propongo.

Si tratta di Current: qui notizie in più sull'arrivo di Al Gore a Roma l'8 maggio prossimo e su come partecipare all'evento.

lunedì 14 gennaio 2008

Grazie a Cinesfida (non) andrò a vedere "Io sono leggenda"

Tempo fa ho letto il romanzo "Io sono leggenda" di Richard Matheson (di lui Stephen King ha detto "lo scrittore che mi ha influenzato più di ogni altro"). Nell'edizione che posseggo c'è la postfazione di Valerio Evangelisti che trovate qui. Ero molto entusiasta quando ho saputo che ne avrebbero fatto un film (lo ammetto mi piacciono le trasposizioni perchè mi danno la possibilità di capire cosa ricordo di un libro quando guardo il film...) ma dopo aver visto la prima puntata di Cinesfida prodotto da n3tv ho deciso che non andrò a vedere il film. Rileggerò il libro in attesa di...
Nel frattempo grazie a Valerio Bergesio.

mercoledì 2 gennaio 2008

Internet vs Tv: il sorpasso! E Negroponte plaude.

Ne avevo parlato qui: è arrivata l'ora di dire addio alla Casalinga di Voghera. I dati sono dati e che siano dell'ultima ricerca dell'Eiaa (european interactive advertising association) o della School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con Nielsen il risultato non cambia: la televisione, per quanto concerne sia i contenuti che la fruizione, sta per subire una grande evoluzione (non parlerò mai di rivoluzione, poichè sono appunto convinto che il tutto sia un qualcosa in divenire). Sono in molti a parlare di sorpasso ma quello che ci deve sorprendere non è qualcosa legato ai numeri (dopo la teoria della lunga coda saremmo degli stupidi) piuttosto le abitudini di fruizione dei contenuti, l'allargamento delle platee e la moltiplicazione dei device su cui usufruire di prodotti mediali differenti (non più distribuiti soltanto per il piccolo schermo televisivo). Molto interessanti le parole di Negroponte intervistato da Riccardo Staglianò. Nonostante un'imprecisione (i programmi stupidi non si vedono solo sulla televisione italiana, anzi molti sono importati!!!) alla domanda "Se lo studio Eiaa non fosse sufficiente, a ottobre gli introiti pubblicitari di Google in Gran Bretagna hanno superato quelli del canale commerciale Itv1. Siamo alla fine della televisione?" il guru di "Essere digitali" risponde "Tv è una parola sola ma quattro cose separate. 1) La produzione di contenuti; 2) La trasmissione del segnale; 3) L'apparecchio con cui la si vede; 4) Un modello economico. E tutti e quattro stanno cambiando. La produzione dei contenuti sarà più agnostica rispetto ai display che li mostreranno, basti pensare all'emergere dei "mobisodes", le miniserie da telefonino. La trasmissione del segnale userà esclusivamente l'Internet Protocol (IP), al che non sarà più tv ma solo bits. L'apparecchio non sarà solo il televisore ma tutta una gamma, dai telefoni ai muri-schermo, o le pareti esterne degli edifici. I modelli economici, già al plurale, lo diventeranno ancor di più, finanziati in modi così creativi da togliere il fiato."
Questo 2008 sarà fantastico: leggete quello che hanno scritto anche Bruno Pellegrini e Tommaso Tessarolo. Inoltre qui trovate una ricerca sui siti di social network "Never ending Friending" di cui avevo parlato tempo fa.
Qui un'altra ricerca di pew internet da leggere e studiare attentamente.

giovedì 22 novembre 2007

Juice: concentrato (di cultura) digitale

Continuano le sperimentazioni per n3tv , la net tv fondata e diretta da Tommaso Tessarolo. Ecco Juice, il nuovo format settimanale: una sorta di concentrato o come dire un dispensatore di commenti e approfondimenti sulla rivoluzione digitale e tutto quel che ne è nato Blog, Mobile content, Videogames e Net Television. Qui sotto la prima puntata: che aspettate ad assaggiarla?

martedì 25 settembre 2007

In diretta dal Video on the Net/Roma

Video on the net

Da domani e fino a giovedì 27 settembre al Marriott Park Hotel di Roma ci sarà la Video on the Net Conference. I temi che saranno affrontati riguardano le communities, il p2p, il social network e si dibatterà di come il web stia rivoluzionando i linguaggi e le strategie di produzione e distribuzione dei broadcaster. Tra gli speakers ci saranno Derrick De Kerckhove, direttore del Mcluhan Program, Jeff Pulver fondatore di Pulvermedia, Mauro Lupi di IAB Italia, Carmelo Zaccone e molti altri esperti del settore. Inoltre interverranno Bruno Pellegrini, fondatore di TheBlogTv, Tommaso Tessarolo e il sottosegretario del Ministero delle Comunicazioni l'on. Luigi Vimercati. TheBlogTv seguirà l'evento in diretta focalizzandosi su alcune conferenze: non mancate l'appuntamento.

In alto potrete seguire la diretta dell'evento: non mancate!

mercoledì 1 agosto 2007

CONTRO INTERNET ?

Si può parlare male di internet? Certamente. Guai se la rete perdesse l'apertura di vedute o comunque censurasse idee e pensieri. Dopo le argomentazioni di Baumann, sociologo acuto e autore di libri interessanti, citato su Giornalettismo Militante che parlando dei cittadini di internet si lascia andare ad affermazioni del tipo “credo che l’unica funzione dei blog sia di consentire agli utenti di vedere celebrati se stessi e i propri interessi al pari dei ‘personaggi tv’, secondo i parametri con i quali obbligatoriamente oggi si misura la qualità e la rilevanza della realtà nel suo complesso” oggi arriva l'opinione di un certo Elton John. Il Corriere della Sera dà molta rilevanza alla notiza e pare che le affermazioni riprendano un pò lo spirito di coloro che hanno sempre denigrato il web e le pratiche della rete. Ma io non sono d'accordo!
Proprio grazie alla rete piuttosto che chiudermi ho allargato le mie conoscenze e la mia Conoscenza. Grazie a Internet con Tommaso Tessarolo ho potuto approfondire le mie riflessioni sui nuovi media, con Nannolino ho potuto conoscere il progetto di Arrakis, con Pietro Saccomani e altri presto inizieremo un progetto, con Studiounto cercheremo di dare vita ad un programma di stimoli culturali. Net Tv is linking people... scrivevo tempo fa e più passa il tempo e più mi convinco che stiamo vivendo qualcosa di unico in questi tempi. Mai come oggi possiamo conoscerci e discutere anche se non siamo presenti. Grazie a Internet nascono progetti come n3tv, theblogtv e altri, dove le persone si incontrano, discutono e si confrontano. Altro che chiudere Internet per cinque anni ...lunga vita a Internet!








domenica 15 luglio 2007

Net Tv is linking People/1

Costruire programmi televisivi è come costruire calamite. In altre parole, miscelare insieme gli ingredianti utili per dotare un racconto fatto di immagini di una forza magnetica. Chi scrive o produce format sa che l'obiettivo finale è attirare persone. Paolo Taggi nella sua bibbia dei format spiega in modo molto originale la storia della tv usando i pronomi personali: c'è stata la stagione degli essi, quando erano in pochi a fare la tv, poi quella del voi e subito dopo quella del noi (la fine degli anni '70 con l'esplosione delle tv locali, per intenderci) quando tutti potevano andare fisicamente in tv perchè in fin dei conti parlava di noi. Negli anni '80 c' è stata la tv dell'egli (la televisione si avvicinava all'interiorità), poi con il successo della tv commerciale abbiamo avuto la tv del tu, quella in cui si cercava l'identificazione, la prossimità con il target. Infine è arrivata la tv dell'Io. Personalmente credo sia necessario fare un ulteriore approfondimento e direi che sono distinguibili tre fasi della tv dell'io:
-quella dello stare in tv (negli studi, nelle piazze alla Santoro a far sentire la propria opinione ecc...)
-quella dell'essere la tv (immaginiamo i protagonisti dei reality come il Grande Fratello che si ritrovano da essere perfetti sconosciuti a utili fram-menti di programmi tv riproposti poi in tutti i generi e a tutte le ore ecc.)
-quella del fare la tv in prima persona.
Non so se questo sillogismo possa reggere, ma mi sembra che la conseguenza diretta di questo discorso è che forse oggi fare contenuti voglia dire trasformarsi in una calamita. Pensiamo a tutti quei video che attirano milioni di persone e aggiornano continuamente il numero dei visitatori. Eppure non basta. Sarebbe troppo facile fare un video-calamita (virale?) postarlo su una piattaforma e vedere quante persone sono state attratte da quel nostro video ma sarebbe un pò come funziona per tutti i format televisivi. In questa era dell'abbondanza forse non basta più solamente attrarre, forse l'imperativo categorico è generare connessioni. Non solo in senso stretto. Un pò quello che avviene il martedì e il giovedì alle 22 su NETTV: tommaso tessarolo, axell, massimo mantellini, vittorio pasteris, luca conti e tutte le persone che da ogni città o nazione diversa si riuniscono e interagiscono per condividere opinioni, lanciare messaggi, conversare sui temi più disparati: dall'iphone all'emergenza climatica. Pop art is linking things scriveva Andy Warhol, Net Tv is linking People mi permetto di parafrasare. La vera rivoluzione della Net Tv è proprio questa: linkare le persone, le loro storie, i loro punti di vista. La vera forza per generare conversazione sta qui: non solo attirare persone ma attirarle per far nascere condivisione. E chissà che sperimentando non troviamo l'equilibrio tra personalizzazione e connessione (come auspicava anche Federico di Chio).

martedì 26 giugno 2007

Net Tv e vita quotidiana/1

Una delle sfide più affascinanti che ci aspetta in futuro è quella di rileggere e, perchè no, riscrivere tutti quei saggi riguardanti la televisione (paleo o neo non importa) con un ottica diversa. Per chi ha studiato, analizzato e sviscerato quella che in molti hanno chiamato specchio o scatola magica, deficiente o cattiva maestra l'imperativo categorico è di focalizzare l'attenzione su quelle che stiamo chiamando Net Tv o in modo più ampio Post-Televisioni. Uno dei testi fondamentali è quello di Roger Silverstone "Televisione e vita quotidiana" (per la particolarità di riuscire a collegare la tecnologia al racconto sociologico) che dopo aver letto il libro di Tommaso Tessarolo sto cercando di approfondire con uno sguardo diverso. La prima considerazione di Silverstone riguarda "l'aspetto genuinamente quotidiano della televisione". Lo studioso si chiede "Come è accaduto che una tecnologia, un mezzo di questo genere si sia insinuato così profondamente e intimamente nelle fibre della nostra vita di tutti i giorni?" Silverstone parla a proposito dell'esperienza della televisione e mi preme sottolineare le parole esperienza della televisione che il massmediologo collega al concetto di esperienza culturale proprio perchè la domanda fondamentale è capire cosa c'è nella tv che la fa essere un oggetto potenzialmente significativo? Semplicemente per il fatto che è costantemente disponibile, perchè è una presenza costante. E' eterna scrive addirittura a pagina 35 del suo saggio. Per Silverstone è proprio il fatto che la televisione (intesa come contenuti) viene a configurarsi come un membro interno della famiglia e incluso nello spazio domestico (inteso come oggetto-il televisore) la rende un oggetto potente. Quello che veramente ci deve far riflettere, però, è quando Silverstone scrive che "la televisione è una gran parte della scontata serialità televisiva e spazialità della vita quotidiana. La sua programmazione riproduce (o definisce) la struttura domestica" o ancora "la televisione è un mezzo domestico. E' a casa che la si guarda, che la si ignora, o se ne discute [...] è parte della nostra cultura domestica".
D'accordo per la casalinga disperata di Voghera (sull'orlo di una crisi di nervi per programmi allungati e palinsesti non rispettati) ma per il nipote smanettone, con un ipod alle orecchie , un tivufonino, un myspace e un invito a Joost appena recapitatogli il discorso non regge più. I contenuti (televisivi) non si vedono più secondo le logiche dei broadcaster (come già succedeva da tempo) ma soprattutto non si fruiscono più soltanto grazie al televisore e di conseguenza solo a casa (... lo spazio domestico). Una serie tv, un programma di classifiche musicali, una docusoap oggi possono essere distribuiti in maniera lineare o non lineare e perdipiù su molti supporti. Di conseguenza l'esperienza televisiva, grazie alle nuove tecnologie, la si può vivere ovunque e ogniqualvota si vuole (potenzialemente). Anywere, anytime scrive Benjamin Kott in Mediamorfosi. Inoltre se, come scriveva sempre Silverstone, "la tecnologia è il luogo di una lotta (per quanto impari) per il controllo: per il controllo dei suoi significati e per il controllo della sua potenza" proprio grazie alla tecnologia, hardware e/o software, la lotta volge a favore di noi tutti. Infatti, liberati dalla schiavitù dei palinsesti verticali e orrizzontali, stagionali e di garanzia faremo esperienza culturale di televisione senza essere additati di esserne inconsapevoli vittime e chissà che non correremo il rischio di diventare broadcaster di noi stessi. Vuoi vedere che verrà il futuro della tv e avrà i nostri occhi?

lunedì 14 maggio 2007

In questo blog prossimamente si parlerà di.../Libri

Tutto quello che fa male ti fa bene... anche la TV!

Tommaso Tessarolo, ieri, intitolava il suo post "La tv fa male", ma dopo anni di pamphlet anti-televisione un anno fa è uscito un libro che ha riaperto un serio dibattito sull'industria culturale e la tv in particolare. Il libro in questione è "Tutto quello che fa male ti fa bene" - Perchè la televisione, i videogiochi e il cinema ci rendono più intelligenti in altre parole l'appasionata conclusione cui è giunto Steven Johnson , giornalista statunitense e studioso di neuroscienze, analizzando tutto quello che con un po’ di pessimismo chiamiamo cultura di massa. Guardare un telefilm come “I Soprano” o giocare a “Grand Theft Auto” , insomma, non è un esercizio inutile per la nostra intelligenza e appassionarsi ad un reality show o mantenere due conversazioni contemporaneamente sul messenger non equivale a firmare una condanna a morte per il nostro cervello.
Nel film di Woody Allen “Il Dormiglione” due scienziati del 2173 deridono i loro antenati del XX secolo (noi, per intenderci) per non aver compreso i valori nutrizionali di bistecche, torte e merendine. Per Johnson questa scena del film è una metafora dell’industria culturale e partendo dall’assunto che “l’influenza positiva dei media contemporanei sulla mente non è ancora stata esaminata con attenzione” pensa che per non correre il rischio di sottovalutare gli effetti benefici di televisione, internet e videogiochi bisogna partire da quella che egli chiama la Curva del Dormiglione: “Per decenni abbiamo agito con l’idea che la cultura di massa seguisse un percorso in costante declino verso uno standard che rappresenta un minimo comune denominatore, presumibilmente perché le masse vogliono piaceri semplici e stupidi, e le grandi aziende dei media vogliono dare alle masse ciò che queste richiedono. Ma in effetti, sta avvenendo l’esatto opposto: da un punto di vista intellettuale, la cultura sta diventando sempre più esigente.” A sostegno di questa tesi nel suo saggio Johnson porta alcuni esempi mutuati da videogames, serie tv, reality show, film e soap tutte volte a dimostrare che la Curva del Dormiglione continua a salire e le forme meno nobili del divertimento di massa dopo tutto si rivelano utili. Non è forse vero, infatti, che videogiochi come SimCity o Grand Theft Auto, famosi giochi apprezzati per la loro totale apertura, non avendo linee narrative preordinate e nemmeno un unico scopo bensì obiettivi simultanei, obbligano il giocatore a cercare e trovare gratificazioni sviluppando quelle che si chiamano “capacità d’indagine” e “capacità di creare legami telescopici”? In altre parole i giocatori devono imparare il procedimento di base del metodo scientifico perché i videogames obbligano a fare continue supposizioni: bisogna indagare per proseguire. Allo stesso modo i videogiochi sviluppano la capacità di telescoping ovvero saper gestire, determinando priorità a una serie di obiettivi simultanei che si annidano l’uno nell’altro come un telescopio chiuso. Da non confondersi con il multitasking (la capacità di gestire più compiti indipendenti tra loro contemporaneamente). Nei moderni videogiochi si tratta di trovare ordine e significato in quel mondo virtuale che sicuramente può essere un esercizio utile nel mondo reale. Dopo questa parte il giornalista da il meglio di sé quando parla di televisione.

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...