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mercoledì 21 dicembre 2011

J.J. Abrams: Alcatraz su Premium Crime il 30 Gennaio


Il 30 Gennaio ci sarà un grande ritorno per chi ama le Serie Tv.  Su PREMIUM CRIME, uno dei canali a pagamento di Mediaset sul Digitale Terrestre,  debutterà ALCATRAZ la nuova serie di J.J. Abrams.

In attesa di gustarci la serie eccovi il trailer ufficiale e la trama di Alcatraz.



ALCATRAZ di J.J. Abrams - Trailer Ufficiale


ALCATRAZ di J.J. Abrams - Trama Ufficiale

Alcatraz racconta della misteriosa scomparsa di 302 detenuti dal carcere di massima sicurezza avvenuta circa 30 anni prima (rispetto allo spazio narrativo della serie). Quando uno di loro riappare, senza essere invecchiato di un giorno, la detective Rebecca Madsen (Sarah Jones) inizia le sue indagini, che però verranno ostacolate dall'agente Emerson Hauser (Sam Neill). Per fortuna per la detective c’è Diego "Doc" Soto (Jorge Garcia – Hugo di Lost per intenderci), esperto di Alcatraz ed appassionato di fumetti.

martedì 19 luglio 2011

J.J. Abrams & Alcatraz: nuova serie su Premium Crime /Trailer & Trama

Qui siamo in molti ad aspettare TERRA NOVA, la serie di Steven Spielberg che partirà a Settembre su Fox.

Ma sono sicuro che saremo in tanti, e forse anche di più, per il ritorno di J.J. Abrams con la nuova serie ALCATRAZ.



Avvertenze
Non sono ammesse domande del tipo:
- Chi è J.J. Abrams?
- Cosa ha fatto J.J. Abrams?
- Cosa è LOST?


In America, per la pausa di midseason, FOX si è fatta convincere dal nostro J.J. Abrams a portare avanti questo progetto seriale che, in Italia, vedremo sul nuovo canale dell'offerta pay di Mediaset Premium Crime partito il 1° luglio scorso sul Digitale Terrestre.

In attesa di vedere "Super 8" il nuovo film che J.J. Abrams presenterà a Locarno il 3 Agost,o eccovi il primo trailer di ALCATRAZ e una breve sinossi della serie di cui sono sicuro scriveremo molti post.

ALCATRAZ di JJ Abrams - Trailer Ufficiale


ALCATRAZ di JJ Abrams - Trama Ufficiale

Alcatraz racconta della misteriosa scomparsa di 302 detenuti dal carcere di massima sicurezza avvenuta circa 30 anni prima (rispetto allo spazio narrativo della serie). Quando uno di loro riappare, senza essere invecchiato di un giorno, la detective Rebecca Madsen (Sarah Jones) inizia le sue indagini, che però verranno ostacolate dall'agente Emerson Hauser (Sam Neill). Per fortuna per la detective c’è Diego "Doc" Soto (Jorge Garcia – Hugo di Lost per intenderci), esperto di Alcatraz ed appassionato di fumetti.

giovedì 23 giugno 2011

Spielberg & Terra Nova: dal 26 Settembre su Fox USA- Trailer

Leggo dal profilo ufficiale su Facebook che Terra Nova, la nuova serie di Spielberg, partirà in America Lunedì 26 Settembre. Un evento di due ore cui avremo modo di prepararci con calma anche se, devo ammettere, che è la serie che sto aspettando con più trepidazione.


Sarà perchè Spielberg è Spielberg? O per il viaggio nel tempo e quel-non-so-che di cammino verso redenzione che mi ricorda tanto Lost? Sarò sincero: non voglio farmi illusioni per non avere delusioni. Troppe serie sono state presentate come alla Lost (Flash Forward tra tutte!!!).

Per non morire di attesa eccovi sotto il trailer di quasi 3 minuti che è stato rilasciato qualche tempo fa. Nel frattempo - dopo aver goduto del trailer - per la sinossi cliccate qui.


mercoledì 29 dicembre 2010

2010: Un Anno di Televisione in Italia

Per cosa sarà ricordato il 2010 a livello televisivo? Sicuramente è stato un anno intenso per l'affermazione del Digitale Terrestre, con la nascita di molti canali e lo sbarco sul DTT di molti altri. Il 2010 sarà ricordato anche per i successi auditel dell'informazione in tv e per due grandi novità come Raiperunanotte di Michele Santoro e il ritorno di Enrico Mentana alla direzione di un telegiornale che ha triplicato gli ascolti. Altro evento-tv da ricordare per il 2010 è Vieni Via con Me con Roberto Saviano e Fabio Fazio. Il 2010 ci ha portato via la migliore serie degli ultimi anni e una serie tv innovativa tutta italiana. Sto parlando rispettivamente di LOST e di ROMANZO CRIMINALE 2.

E insieme a Jack e a Locke, al Dandi e al Freddo sono andati via e vanno ricordati: Pietro Taricone, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, il giudice Santi Licheri, Tonino Carino... Il 2010 è stato un anno in cui si è rispirata l'aria di pionerismo, il mercato televisivo è in fermento, tutto sta cambiando e sembra sempre il momento buono per sperimentare.
Per una cosa questo 2010 merita di essere dimenticato: lo scempio fatto sul caso Sarah Scazzi! Mi auguro che nessuno replichi quello che si è fatto nei mesi scorsi.


Ecco in dettaglio 13 mesi di televisione
con i link ad articoli e post per approfondire.
(attenzione agli updates)

Dicembre 2009
- CIELO il canale free del Digitale Terrestre della Newscorp di Murdoch, dopo una turbolenta vicenda e lo scontro con il Ministero delle Comunicazioni, inizia le trasmissioni;

Gennaio 2010
- tutte le partite del Campionato di Calcio di Serie A vengono trasmesse in alta definizione su Sky Calcio HD;

Febbraio 2010
- contro tutte le aspettative Antonella Clerici vince la sua sfida con il festival di Sanremo;

Marzo 2010
- va in onda su Current la trasmissione RAIPERUNANOTTE per rispondere alla chiusura dei talk-show politici e i programmi di approfondimento politico durante la campagna elettorale;

Aprile 2010
- muore Raimondo Vianello;
- Canale 5 manda in onda il nuovo programma di intrattenimento Italia got Talent;
- va in onda la 3° ed ultima stagione di BORIS;

Maggio 2010
- dopo 6 stagioni finisce LOST, la migliore serie degli ultimi anni che ha cambiato per sempre il concetto di serialità;
- nasce La5, il nuovo canale free di Mediaset sul Digitale Terrestre;

Giugno 2010
- viene annunciato il ritorno di Enrico Mentana alla guida di un TG nazionale;
- muore il 29 Giugno Pietro Taricone;
- Beautiful compie 20 anni di trasmissioni in Italia - un video virale ne celebra gli intrecci e gli intrighi;

Luglio 2010
- Sky ottiene l'ok per sbarcare sul DTT. Si inasprisce la guerra televisiva in Italia tra Sky, Rai e Mediaset;
- va in onda su Rete4 la serie di documentari LIFE con ottimi ascolti;
- il gruppo Discovery annuncia che il canale Real Time sbarcherà sul Digitale Terrestre free;
- dal 31 Luglio tutti i canali Sky Cinema passano all'HD;


Agosto 2010
- Enrico Mentana torna in video con il suo nuovo telegiornale, cambia l'impostazione delle scalette, spariglia i palinsesti de La7, organizza speciali, porta nuovi commentatori, inaugura un nuovo modo di informare con un TG-TALK ed è subito boom di ascolti;
- la famosa rivista francese Cahiers du Cinema ritorna a parlare di televisione per la seconda volta ed elogia le SERIE TV americane;

Settembre 2010
- Beppe Grillo torna in TV con un evento trasmesso sul nuovo canale musicale Play Me;

Ottobre 2010
- Mediaset annuncia l'arrivo del 3D su Mediaset Premium;
- vengono annunciati i nuovi canali time-shifted di Fox: Fox +2, Fox Life + 2, Fox Crime +2;
- nascono su Sky AXN - Sci Fi , Babel Tv, EasyBaby, Arturo e i nuovi canali di SkyTg24;

Novembre 2010
- Rai3 manda in onda Vieni Via con Me con Roberto Saviano e Fabio Fazio con ascolti superiori alle aspettative;
- nasce Rai5, nuovo canale del Digitale Terrestre free della Rai;
- va in onda la seconda e ultima stagione di Romanzo Criminale - La Serie su Sky Cinema;

Dicembre 2010
- Mediaset si aggiudica in esclusiva assoluta per il triennio 2012-2015 sia la prima scelta tra le partite del turno del mercoledì di Champions League sia tutti i diritti per tutte le piattaforme dell'intera Europa League e della Supercoppa Europea;
- si acuisce la crisi della pay tv DAHLIA;
- dopo aver aperto il canale Sky Sport 3D parte il canale Sky Cinema 3D;

Cosa ho dimenticato di veramente importante? Cosa pensate di questo 2010 televisivo?

sabato 29 maggio 2010

Lost: qualche considerazione a freddo & The Prisoner


Lost è finito (almeno si spera!) e la dvd version che si appresta ad essere data in pasto a tutti noi credo non stravolgerà il finale e nemmeno il senso (sic!). La mia analisi su Lost, scritta il 4 luglio 2008, rimane valida e la trovate qui. Mentre qualcuno rende omaggio e celebra la fine citando la Mystery Box di J.J. Abrams (video sotto) volevo segnalarvi due post tratti da 'il POST': una buona spiegazione del finale di Lost scritta da Francesco Costa e qualche buon consiglio sul dopo Lost scritto da Chiara Lino cui consiglio una serie di cui dirò più avanti.



Ad ogni modo sono abbastanza convinto che il principio che c'è sempre stato dietro una serie come LOST sia stato quello di massimizzare gli ascolti e il seguito che la serie aveva in tutto il pianeta: dopo le prime serie si è cercato di complicare il più possibile la vicenda perchè l'unico modo che c'era per tenerci incollati era quello di alzare la posta in gioco. A tal proposito, per capire perchè l'industria televisiva abbia preferito negli ultimi anni produrre serie complesse come 24 e/ Lost vi consiglio Tutto quello che fa male ti fa bene di Steven Johnson.

La mini serie che consiglio a tutti i fan di LOST è The Prisoner nel remake del 2009. Questo è il trailer. A breve vi dirò perchè vi consiglio questa serie.

domenica 23 maggio 2010

ADDIO LOST!

Aspettando il finale di LOST ecco alcune anticipazioni da parte degli attori principali:

mercoledì 2 dicembre 2009

Come si Scrive una Serie Tv? I consigli dell'autore di "The Listener"

Ci sono molto motivi per cui vi consiglio di comprare Link | Idee per la televisione. Tra i tanti il fatto che potrete leggere l'interessante diario di Aldo Romersa, responsabile della struttura coordinamento acquisti di Mediaset (un'interessante intervista qui), nei giorni degli screenings delle serie a Los Angeles. A proposito di serie tv ecco il pezzo che vi segnalo dal magazine:

Quando tutti gli sceneggiatori e produttori rispettano il processo e sono competenti, le cose vanno così...

1. L’incarico: vengo assunto come autore per una serie televisiva che mi stimola tantissimo. È una nuova serie drammatica di un’ora sui soldati canadesi in Afghanistan. La serie è originale, divertente e ricercata. Sono stato assunto in veste di story editor, e il contratto mi garantisce due sceneggiature.
2. La redazione: mi siedo in una stanza con altri sei story editor con vari livelli di esperienza alle spalle. Uno di questi è lo showrunner. Lui, uno sceneggiatore esperto, ha creato la serie, ne possiede la visione creativa, ed è sua responsabilità assicurarsi che tutti i dipartimenti coinvolti nella produzione si attengano a questa visione. Ci sediamo intorno a un grande tavolo, in una stanza con tanto spazio sulle pareti su cui attaccare le nostre idee. Questa è la redazione. Dato che si tratta di una nuova serie tv, passiamo molto tempo a discutere di ogni personaggio principale, pensando a come svilupparli nel corso della stagione. Decidiamo l’ordine in cui saranno scritte le prime 13 puntate in base alla gerarchia della stanza, e scopro che il mio primo episodio sarà il terzo. Ci sono modi diversi per creare le storie dei vari episodi. A volte, l’autore ha già ben chiaro cosa scriverà. A volte, lo showrunner ha già in mente le storie che vuole vedere nella serie. A volte, la storia emerge naturalmente dalle nostre chiacchiere in redazione, mentre improvvisiamo come musicisti jazz, le nostre menti che vibrano in armonia creative (…).
3. Il soggetto: mentre continuo a partecipare al lavoro redazionale, aiutando a “rompere” l’episodio successivo, scrivo un soggetto che sintetizza, in una pagina, l’idea generale dell’episodio. Lo adora. Ottengo il via libera alla stesura dell’outline.
4. L’outline: anche se sono in redazione tutti i giorni, mi prendo una settimana per scrivere l’outline dell’episodio. L’outline consiste semplicemente nel trasformare gli appunti sul muro in scene dettagliate su carta, scritte in un linguaggio televisivo appropriato, ma senza dialoghi. L’outline va allo showrunner. Lo adora. Mi suggerisce di aggiungere un po’ di azione in una scena e di tagliarne un’altra in due parti, in modo da aiutare il ritmo. Sono felice di apportare i cambiamenti. L’outline va al produttore esecutivo. Lo adora. L’outline va ai dirigenti del network. Lo adorano. Nel corso di una conference call tra i dirigenti, il produttore, lo showrunner e me, concordiamo una serie di dettagli che cambierò procedendo con la sceneggiatura. Ottengo il via libera alla stesura della prima bozza.

Continua qui.

giovedì 5 marzo 2009

Lost il programma più visto sul web: parola di Nielsen.

Rilancio un articolo apparso su Corriere.it dal titolo "Usa: l'audience tv sbarca sul web, Lost è il programma più visto".

La Rivoluzioone
- La rivoluzione parte, come sempre per quanto riguarda la rete, dagli Stati Uniti ed è certificata dal primo rapporto Nielsen sulla visione di programmi tv via Internet. La ricerca riguarda il mese di dicembre del 2008 e si limita ai siti ufficiali dei programmi stessi che in molti casi negli Stati Uniti a differenza che in Italia, permettono la visione di serie tv e show in diretta o a ridosso dalla messa in onda via etere. Al di là della classifica in se che vede, per la cronaca, vincitore il serial «Lost» (Abc) con 1.425.000 utenti unici davanti al Saturday night Live (Nbc) con 1,1 milioni di utenti unici e ad un altro serial, «Grey's anatomy» (Abc) con 879.000, è che a fruire di programmi tv esclusivamente via web almeno negli Usa, sono diversi milioni di persone. Una dato che diventa ancora più interessante se si pensa che la classifica di Nielsen non teneva conto dei risultati di un sito come «Hulu» (i cui contenuti per ora sono accessibili, in teoria, solo dai navigatori Usa) al cui interno sono accessibili tantissime serie tv e show televisivi e che ha contabilizzato, sempre nel mese di dicembre ben 6.679.000 utenti unici.

Il Problema
- Il problema per un tv come quella americana che ha scelto di non far pagare per vedere via web i programmi trasmessi, è quella di renderli appetibili per gli inserzionisti pubblicitari. La fruizione di un programma su internet è infatti diversa da quella che avviene in tv. «I consumatori - spiega ancora Gibs - cominciano a guardare lo spettacolo per capire se gli piace o meno, poi continuano a vederlo, a volte per intero e a volte no. Da parte dell'inserzionista pubblicitario è necessario capire come investire bilanciando la portata dell'audience con i minuti passati a guardare il programma, individuando inoltre quei programmi dove è più probabile che i navigatori guardino realmente anche la pubblicità».

Attendiamo aggiornamenti!

giovedì 20 novembre 2008

10 cose da sapere sul futuro dei video online

Una settimana fa a San Francisco si è tenuta la conferenza NewTeeVeeLive. Sono state dette molte cose interessanti e a mio avviso queste 10 cose scritte in uno dei post del blog di NewTeeVee sono un buon punto di partenza per capire cosa succederà in futuro. Non ho avuto ancora modo di tradurre questo decalogo... nel frattempo:

1. The living room is on the horizon
2. The audience has evolved
3. New media startups are fading
4. Participatory and multiplatform elements of shows are moving from their nerdy roots (Heroes and Lost) to the mainstream (CSI and Ugly Betty).
5. Indie stars can still be made
6. Web stars still aren’t crossing over to mainstream success, but they’re doing pretty well for themselves
7. Success is on its way, if we can only figure out how to define it
8. Nobody’s worried about the big, bad bandwidth caps
9. The logistics of bringing premium content to the web haven’t exactly been smoothed out yet
10. Live-streaming still needs a lot of work

Bonus: 11. People really love this business, economy be damned

lunedì 11 agosto 2008

5 mosse per fare tv in maniera coinvolgente, ovvero seguendo la logica 2.0!

Vi avevo già parlato dell'interessante tesi di Ivan Askwith a proposito della TV 2.0 e in un capitolo molto godibile Askwith analizza quelle che a suo modo sono le cinque logiche che dovrebbero sottintendere l'esperienza televisiva. Ho cercato di riproporvele commentandole brevemente:

1) Ci piace guardare quello che guardiamo - la logica dell'entertainment
Guardare un programma o un canale deve dare piacere... Non ci sono alternative: che sia un piacere "di pancia" o intellettuale quello che viene trasmesso deve piacere. A tal proposito vi rimando al saggio di che analizza i vari piaceri che un testo televisivo può procurare.

2) L'hai vista quella cosa? - la logica della connessione sociale
E' l'esperienza più difficile che oggi si possa offrire. In passato, quando c'erano pochissimi canali, un programma diventava veramente il pretesto per la conversazione tra le persone e ad ogni modo la tv era veramente l'agorà di un paese. Nella storia d'Italia la tv può essere considerata a buon diritto il raccordo o l'epicentro della connessione sociale... come non ricordare la tesi di Pasolini sulla lingua italiana?
Oggi con l'esplosione delle piattaforme televisive e la nascita dei canali tematici che si rivolgono alle nicchie e ai vari target chi riesce ancora a ri-creare una sorta di conversazione ha vinto la sfida!

3) Tutti sono esperti - la logica della conoscenza
E' la logica più difficile da seguire e rappresenta la sfida più ardua da vincere: fare un canale televisivo o un prodotto per la tv che renda i propri spettatori più "intelligenti" quando spengono il canale o finiscono di guaradre un programma. Non è facile ma ad esempio REPORT riesce perfettamente in questo intento: tutti gli spettatori delle inchieste coordinate da Milena Gabbanelli il lunedì sembrano tutti esperti di pratiche fallimentari o di legislazione edile. La frase che si ripete di più e si condivide è quella che inizia così "Lo sai che....?"

4) Essere lì - la logica dell'immersione
Se un canale o una serie tv riesce a far immergere lo spettatore in quello che guarda il lavoro è fatto: nessun telecomando e nessuna zapping potrà distrarre la visione di qualcosa. Mi è successo pochissime volte (per lo più guardando una serie tv...). Io non potrei fare testo perchè sono nun curioso e sono un fissato di palinsesti e quindi programmazione e contro-programmazione... ma alla fine anche io sono "caduto" nella trappola dell'immersione. mi è successo con Lost e Prison Break e qualche gara sportiva (ciclismo specialmente). La logica dell'immersione è tipicamente cinematografica o legata alla lettura ma in futuro credo si sposterà sempre più verso la televisione. Cosa succederà infatti quando i canali inizieranno ad implementare sempre più la parte interattiva e partecipativa? Sondaggi, scelta di contenuti, commenti a caldo, partecipazione nel segnalare news e altro. Credo che sarà la parte più rivoluzionaria di un palinsesto. Esseri lì non solo nel senso di immersione ma anche in quello di partecipazione. Quando lo spettatore sentirà di stare facendo il programma o costruendo un palinsesto. Da questo punto di vista ne vedremo delle belle... e credo che difficilmente torneremo indietro.

5) Siamo ciò che guardiamo - la logica dell'identificazione
Non è soltanto una questione di target (come nel mondo del marketing si usa dire...) è una questione più profonda. Perchè riuscire a far identitificare qualcuno in un canale o in un prodotto televisivo non è una cosa semplice. Perchè chi guarda deve avvertire che si sta parlando di lui o comunque e soprattutto di qualcosa che lo riguarda. Il vero successo lo hanno quelle serie o quei canali che riescono a produrre qualcosa costruita a più livelli che quindi riesca ad interessare più persone possibili... e qui ancora dobbiamo scontrarci/incontrarci con le logiche della quantità... che sovrintendono il mercato pubblicitario.

Ed ora che la discussione abbia inizio: segnalate casi o saggi o articoli per ciascuna logica! Io sono qui pronto a discutere con voi...

venerdì 4 luglio 2008

Lost, l'orgasmo cerebrale e la TV 2.0

Per leggere questo post prendetevi pure un giorno di vacanza...
Mentre qui in Italia quando si pensa alla TV dobbiamo fare i conti con raccomandazioni e giochi di potere, negli USA (tanto per cambiare…) si sperimentano e producono contenuti che hanno già fatto storia e che alimentano il dibattito sul futuro della tv. Ne avevo parlato in questo precedente post: la tv si sta evolvendo e possiamo infatti parlare già di TV 2.0. A tal proposito sto leggendo un’interessante tesi discussa al Mit con Henry Jenkins da Ivan Askwith (assistente di Steven Johnson nella stesura del libro “Tutto quello che fa male ti fa bene”) dal titolo emblematico “Television 2.0: Reconceptualizing TV as an Engagement Medium”. La tesi in generale è molto interessante e apre uno squarcio sul dibattito negli USA sui cambiamenti repentini che sta vivendo il mezzo televisivo sia per quanto riguarda il modello economico che per quel che concerne i contenuti. Tempo fa avevo iniziato a scrivere di TV 2.0 parlando delle nuove esperienze di tv che fanno del “coinvolgimento” del pubblico la loro identità di rete non più legata ai dati sociodemografici bensì agli stili di vita e agli interessi. Facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire cosa intendiamo con TV 2.0 distinguendo tra “coinvolgimento aperto” e “coinvolgimento chiuso”.

Coinvolgimento aperto e chiuso

Lev Manovich ha introdotto tempo fa una distinzione tra interattività aperta e interattività chiusa. Nel suo saggio e in varie interviste spiega cosa intendesse dire “Il concetto d’interattività 'chiusa' si riferisce alla selezione all’interno di una serie di scelte definite a priori – ad esempio, scegliere quale scena del film vedere nel DVD o scegliere l’area di un sito web. Quello di interattività ‘aperta’ è riferito a un’interazione più complessa tra l’essere umano e il computer in cui il contenuto non è determinato a priori (o per lo meno non tutto il contenuto), bensì generato in tempo reale in relazione alle azioni dell’utente.”
Quindi, ispirandoci a Manovich, possiamo affermare che possiamo avere due tipi di coinvolgimento da parte di un canale o di un contenuto: quello aperto e quello chiuso. Se scelgo il contenuto di un canale, lo guardo, mi appasiono e lo seguo parliamo del primo caso se invece partecipo al palinsesto, segnalo le news, posso interagire con la diretta ecc… parliamo di coinvolgimento aperto. Il contenuto viene generato grazie a me quasi in tempo reale. Tutti i viewers posson tranquillamente affermare “Io sono importante per far funzionare il canale, io sono il canale o il contenuto”. Di questa ultima accezione parleremo in un prossimo post. Ora vorrei occuparmi del “coinvolgimento chiuso” e prenderò ad esempio Lost. Ma prima di andare al nocciolo della questione ci sono due punti su cui dovremmo soffermarci e su cui vorrei divagarmi:
a) Lost è una serie dalle trame multiple
b) Lost è una serie labirinto

a) Lost è una serie dalle trame multiple
Nel suo libro “Tutto quello che fa male ti fa bene” Steven Jhonson afferma “i programmi televisivi popolari hanno anche aumentato lo sforzo cognitivo che chiedono al proprio pubblico, esercitando la mente in modi che sarebbero stati inauditi trent’anni fa. A coloro che seguono in modo approssimativo il dibattito sull’impatto culturale dei mezzi di comunicazione, l’idea che la televisione stia in realtà migliorando la nostra mente sembrerà un’eresia.” Insomma se è vero che leggere un libro porta dei benefici cognitivi (attenzione, pazienza, memoria, analisi di fili narrativi) questo assunto vale anche per una serie tv che ha nel proprio dna le trame multiple. Se è vero che I Soprano sono stati un contenuto rivoluzionario, rispetto ai contenuti televisivi precedenti, per le succitate ragioni, Lost lo supera abbondantemente. Facciamo un esempio. Nell’ottavo episodio della prima serie abbiamo ben 9 sottotrame (secondo l'analisi di Johnson pubblicata nel suo libro a pag. 191)
Se invece prendiamo la prima puntata di Lost della seconda serie (nella prima serie la struttura di ogni puntata presenta i vari protagonisti mentre nelle successive si entra nel vivo della storia) troviamo ben 6 sottotrame e ben 11 dei temi ricorrenti nella serie per un totale di “17 linee narrative” che dobbiamo costantemente seguire e tenere a mente.

A cosa servono le trame multiple? Diciamo che ci sono almeno due vantaggi. Il primo in riferimento al nostro essere spettatori: grazie a questo tipo di contenuti il nostro cervello gode di una specie di “orgasmo cerebrale” infatti queste tipo di serie vengono prodotte per ottenere un impatto a lungo termine, un impatto che richieda al pubblico di rimandare per un po’ la gratificazione, di controllare quell’impulso in previsione di una chiusura più complessa e pienamente soddisfacente in seguito (Bochco dixit). Oltre ai benefici sopraccitati ci sono vantaggi anche a livello economico. Questo tipo di prodotti, infatti, alimentano “l’economia della ripetizione”: più i contenuti sono complessi più vi è la possibilità che le repliche vengano seguite non solo da chi non ha mai visto la serie ma anche da chi l’ha già vista e vuole capire cosa si è perso. Inoltre vi è un'alta probabilità che chi ha già visto una serie acquisterà con piacere i DVD perché le storie sono così complesse e autoreferenziali che è necessario compiere uno sforzo per trovare un senso alla prima visione e alla fine, l’unica cosa che si desidera fare è rivedere quanto prima la puntata.

b) Lost è una serie-labirinto
Sono convinto che possiamo definire Lost come una serie-labirinto. C’è un capitolo (ripreso ottimamente nel film) del libro di Umberto Eco “Il nome della rosa” in cui ad un certo punto il lettore si ritrova immerso in un mare di libri, ovvero si trova nella biblioteca-labirinto del monastero. Mentre da una parte si subisce il fascino di quel luogo e ci si ritrova a voler capire perché c’è un labirinto e perché tutti quei libri e perché un sacco di cose, dall’altra ci si immedesima nei due protagonisti che vanno alla ricerca disperata dell’uscita. Si vengono così a determinare due forze: una centripeta che spinge il lettore/spettatore a soffermarsi nel pericolo, a voler indagare, a voler vedere come è il labirinto, l’altra centrifuga che lo spinge a desiderare di uscire dalla situazione precaria, che lo obbliga a darsi alla fuga e a voler tornare alla situazione normale. La stessa cosa che accade in Lost. Se da una parte i fili narrativi della vicenda costringono lo spettatore a voler desiderare la fine dell’odissea dei passegeri dell’Oceanic , dall’altra si ha piacere a soffermarsi su alcune vicende “subendo il fascino” dei misteri dell’isola. In altre parole se da una parte si spera che arrivino i soccorsi dall’altra si vuole scoprire quanto è possibile sull’isola. In realtà, come in Prison Break, le questioni drammaturgiche sono molteplici e quelle che nelle prime serie erano strategiche diventano marginali. Le uniche domande sensata non sono più riguardo i personaggi, perché sono lì e come faranno ad uscire bensì: perché c’è quell’isola, esiste davvero, a chi appartiene e soprattutto qual è il gioco di potere che vi si nasconde dentro?

Nel prossimo post analizzerò perchè Lost è un contenuto della TV 2.0, nel frattempo sono molto graditi i suggerimenti, le critiche e le collaborazioni. Per qualsiasi cosa contattatemi qui.

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